Cavalleria Cristiana

"È autentica Cavalleria Cristiana quella dei Cavalieri Erranti, nel duplice senso di andare ed errare, simili ai saggi e giusti di Dio, i quali si ritirano di tanto in tanto nella fortezza della Tradizione Interiore per dare la scalata alle vette dello Spirito" Primo Siena

domenica 22 marzo 2015

Dott. Gennaro Varone: lo Stato deve emettere moneta "gratuitamente"


Il Dott. Varone è consapevole che per destare le coscienze, e creare consapevolezza, bisogna fare massa critica e diffondere il più possibile le cause che aggravano il nostro Paese ma soprattutto la libertà del popolo ed il loro benessere sociale. Tra gli obiettivi della Scuola, come ben sapete, c'è la formazione culturale delle persone con gli appositi corsi che sono in fase di programmazione didattica.



In un suo recente post, il dott. Gennaro Varone, ha messo in evidenza il fatto che, nonostante la nuova immissione di liquidità monetaria da parte della BCE, la ripresa tanto auspicata sarà una farsa. Nelle sue parole finali si confermano i concetti giuridici di Auriti sulla differenza tra Valore CREDITIZIO della moneta e Valore MONETARIO (o convenzionale ). Probabilmente il dott. Varone non ha mai avuto modo di conoscere i testi giuridici di Auriti ma le conclusioni alle quali è giunto sono le stesse e , da magistrato e giurista, gli sarà semplice comprendere ,e magari aiutarci a diffondere, la sostanziale differenza tra il valore creditizio e monetario. Anche nelle sue parole che qui riportiamo si denota la sua grande capacità di sintesi e linguaggio semplice, molto adatto per la comprensione da parte delle masse. Fate attenzione alle parole che vi evidenziamo in grassetto perchè sono l'oggetto di questo articolo sulle differenze tra valore creditizio e monetario
LA "FINTA" RIPRESA ( di Gennaro Varone )
A parte il fatto che ancora non c'è (e non sappiamo affatto se ci sarà davvero): il PIL a dicembre è crollato, letteralmente.
A parte il fatto che mi auguro ci sia, allo stesso modo in cui mi auguro di vincere alla lotteria: irrazionalmente.
Mi chiedo: perché "dovrebbe" esserci? Perché .. ce lo dicono? Sono sette anni che ce lo dicono ...
Allora. Se c'è più Moneta in giro è "probabile" la Comunità ne abbia più a disposizione da spendere.
Si, d'accordo. Ma alla Comunità "come" dovrebbe arrivare questa Moneta, posto che la BCE la consegna alle Banche Commerciali Private E NON AI GOVERNI?
In due modi.
Primo. Attraverso i Prestiti che le Banche Commerciali faranno alla Comunità. Prestiti più a buon mercato (si spera), ma sempre prestiti.
Certo, se io ho più denaro (prestato) ne posso spendere di più. E questo dovrebbe far salire la Domanda di beni ed incentivare la Produzione.
Ovviamente, se cresce la Domanda, saliranno anche i prezzi. Ecco perché Draghi sostiene che ci vuole un po' di inflazione "buona": perché è il segnale che Domanda e Produzione crescono.
Si. Nel breve periodo. Un po'. 
Ma attenzione: l'inflazione è davvero "buona" se, nel frattempo, gli stipendi non perdono potere di acquisto; cioè, se vengono 'indicizzati'.
Se i prezzi dovessero salire, ma i salari restare uguali, tutti saremmo più poveri. E siccome la Domanda è cresciuta NON perché ci hanno 'dato' denaro (indicizzazione), ma perché ce l'hanno "prestato", molto presto ci ritroveremo ancora più indebitati di prima: perché, una volta prodotta l'inflazione "buona", non la si può combattere ... aumentando il prestito. Ci vorrebbe Moneta ... guadagnata (ma non si può, nell'Eurozona -salva la lotta sulle Esportazioni).
Il secondo modo è la Spesa Pubblica. 
Se la BCE acquista i Titoli di Stato, l''interesse sui Titoli di Stato cala e il Governo ha più Moneta da spendere. 
Non sappiamo "quanta" Moneta in più. 
In ogni caso, se fossi il Premier, la spenderei in Opere Pubbliche e Servizi ed indicizzerei gli stipendi dei pubblici dipendenti (fermi da decenni): non perché sono un pubblico dipendente; ma perché questo è l'unico modo che ha il Governo di sostenere la Spesa Privata, senza costringere gli individui ad indebitarsi loro; il modo di sostenere la Domanda (e la conseguente inflazione), senza provocare povertà. 
Il mio stipendio non è soltanto "mio": è reddito per tutti coloro presso i quali lo spendo mese per mese. E' elementare.
Tuttavia, l'aumento di Spesa Pubblica, comporterebbe, nel lungo periodo, un aumento del debito pubblico e, dunque, degli interessi sul debito pubblico. E siamo punto e a capo.
Come vedete non c'è soluzione. 
E sapete perché? Non capite da soli dov'è l'errore? 
L'errore è che la Moneta NON PUO' ESSERE TUTTA UN PRESTITO come avviene ora. 
La soluzione è che UNA PARTE della Moneta, quella necessaria ad assorbire IL REALE AUMENTO DI PRODUZIONE CHE CI SI ATTENDE, sia immessa GRATIS nella Comunità da uno Stato che LA STAMPA DA SE' e la offre con una Spesa Pubblica finalmente NON A DEBITO.
E' il solo modo di tutelare il nostro benessere, di garantire il Risparmio (articolo 47 Costituzione, che pochissimi ricordano), di sostenere la Domanda.
NESSUNA DOMANDA PUO' ESSERE SOSTENUTA A DEBITO PER SEMPRE. E' logica " e l e m e n t a r e".
Quindi, attendiamoci un breve periodo di respiro. 
Poi i tassi torneranno a salire, le Banche vorranno rientrare nei prestiti, i Redditi fissi avranno perso valore grazie all'inflazione "buona". 
Ma la cottura della rana sarà a buon punto.







Come avrete letto nelle parole evidenziate in grassetto e sottolineate, il dott. Varone esprime quel concetto di valore MONETARIO di cui lo Stato deve essere l'unico proprietario ed emetterlo accreditando per svolgere le sue funzioni. Per quanto riguarda anche l'accredito tramite reddito di cittadinanza e codice dei redditi assegnato ad ognuno ne riparleremo in altre occasioni. Al momento soffermiamoci su queste parole e confrontiamole con quanto enuncio' Auriti nel 1996 in occasione del corso diperfezionamento in Studi Giuridici e monetari dell'Università di Teramo e che qui riportiamo:
Valore creditizio e valore monetario: caratteristiche differenziali.
E gran tempo ormai che si esca definitivamente dall'equivoco di spacciare sotto la parvenza di valore creditizio il valore monetario. Per comprendere le differenze fondamentali tra moneta e credito basta muovere dalle seguenti considerazioni:
a) il credito si estingue col pagamento, la moneta continua a circolare dopo ogni transazione indefinitamente, perché, come ogni unita di misura, è un bene ad utilità ripetuta;
b) il valore del credito è sottoposto al rischio dell'inadempimento, il valore monetario è attuale e certo perché, per l'induzione giuridica, la moneta è bene reale, oggetto di diritto di proprietà;
c) nel credito, prima si vuole il precetto normativo e poi lo si manifesta;
nella moneta, prima si crea la manifestazione formale, cioè i simboli monetari, e poi gli si attribuisce il valore all'atto dell'emissione. Chi crea il valore della moneta non è chi la emette, ma chi l'accetta. Come nell'induzione fisica nasce l'energia elettrica con la rotazione degli elementi della dinamo, cosi nell'induzione giuridica, nasce il valore della moneta all'atto della sua emissione, cioè quando inizia la fase dinamica della sua circolazione nella collettività che, accettandola convenzionalmente, ne crea il valore;
d) il valore del credito è causato dalla promessa del debitore, come avviene nella cambiale in cui l'emittente è il debitore. Il valore della moneta è causato dall'accettazione del primo prenditore. Oggi la moneta è emessa sotto forma di falsa cambiale perché firmando come debitore, il governatore della banca centrale induce la collettività nel falso convincimento che sia lui stesso a creare il valore della moneta.
In analogo errore cadono le teorie che pretendono di configurare la moneta come titolo rappresentativo dei beni disponibili sul mercato, in quanto conferirebbero alla moneta il suo potere di acquisto (in questo senso ricordo la dichiarazione di Nixon a Camp David del 15 agosto 1971 con cui fu abolita la convertibilità del dollaro in oro ed abrogati gli accordi di Bretton Woods).
Come ogni unita di misura, anche la moneta ha una sua utilità condizionata dalla esistenza degli oggetti da misurare.
Se non vi fossero oggetti da misurare nella lunghezza, il metro sarebbe inutile ed inutile la moneta se non vi fossero beni da misurare nel valore; ma ciò non significa che l'unita di misura rappresenta gli oggetti misurati.
Ma la prova dell'insufficienza di questa tesi sta nel fatto che mentre il portatore di un titolo rappresentativo può pretendere la consegna dell'oggetto del credito su consegna del documento, il portatore della moneta può solo proporre l'acquisto dei beni al proprietario. A parte il fatto che, mentre il titolo di credito si estingue con il pagamento, la moneta no.
Nella relazione al disegno di legge sul conto intrattenuto dal Ministero del Tesoro presso la Banca d'Italia, approvato dal Consiglio dei Ministri il 10 febbraio 1993, è contenuta una preziosa dichiarazione, rara per la sua impudente sincerità: « La ratio di queste disposizioni » recita testualmente la relazione « è evidente: garantire la piena indipendenza delle Banche Centrali e della Banca Centrale Europea, nella gestione della politica monetaria... In conseguenza non è consentito agli esecutivi degli stati firmatari del Trattato, di esercitare signoraggio in senso stretto:
ovvero di appropriarsi di risorse (sic!) attraverso l'emissione di quella forma di debito inesigibile che è la moneta inconvertibile di corso legale ».
Dunque:
aa) esistono risorse che, ovviamente, non sono di chi se ne appropria, altrimenti sarebbe impossibile appropriarsene;
bb) normalmente non dovrebbe essere consentito a nessuno di appropriarsi di « risorse » altrui e non solamente agli Stati firmatari del Trattato, mentre ciò è consentito alle Banche Centrali e alla Banca Centrale Europea che - come si sa - emettono « debito inesigibile » cioè « moneta inconvertibile di corso legale ».
Le « risorse » (altrui) di cui parla la relazione alla legge, altro non è che il valore indotto della moneta creato dalla collettività. Le banche centrali hanno raggiunto un tale grado di professionalità nell'appropriarsi di risorse altrui, da avere consolidato in se stesse, e nei governi il convincimento di avere il diritto di farlo, mediante una vera e propria forma di furto legalizzato.
Caratteristiche di una « nuova moneta >> .
Solo dopo aver definito il valore monetario come valore indotto, è possibile indicare le caratteristiche essenziali di una nuova moneta.
Essa dovrà avere la qualità positiva della moneta d'oro e non quella negativa: la qualità positiva della moneta nominale è non quella negativa.
La qualità positiva dell'oro è che il portatore ne è proprietario; la qualità negativa è che la sua rarità non è controllabile perché causata dalla rarità stessa del metallo. La qualità negativa della moneta nominale sta nel fatto che il portatore ne è il debitore perché la banca centrale la emette solo prestandola; la qualità positiva è che non pone problemi di rarità.

mercoledì 11 febbraio 2015

Beata Vergine Maria di Lourdes





"Io sono l'Immacolata Concezione"

Lourdes ricorda le apparizioni mariane più famose della storia. Esse avvennero nel 1858 ed ebbero come protagonista una ragazza di quattordici anni di nome Bernadette Soubirous. La Vergine le apparve per ben diciotto volte in una grotta, lungo il fiume Gave. Le parlò nel dialetto locale, le indicò il punto in cui scavare con le mani per trovare quella che si rivelerà una sorgente d’acqua, al contatto con la quale sarebbero scaturiti molti miracoli.
Un momento importante fu quando, in un’apparizione avvenuta il 25 marzo, festa dell’Annunciazione, alla ripetuta richiesta di Bernadette, la Vergine disse di essere l’Immacolata Concezione, venendo così a confermare il dogma del concepimento immacolato di Maria promulgato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854 (quattro anni prima).
Ma chi era Bernadette Soubirous? Una ragazza gentile, delicata, cagionevole di salute, cresciuta in una famiglia poverissima, la quale, al tempo delle apparizioni, abitava in un luogo molto umido e malsano. Talmente malsano che, essendo stato già una prigione, si era pensato di abbandonarlo perché troppo inospitale perfino per i detenuti.
Ciò che avvenne a Lourdes lo conosciamo dalle dettagliate deposizioni che Bernadette dovette fare dinanzi alla Commissione Diocesana incaricata di esaminare i fatti.
Tutto ebbe inizio giovedì 11 febbraio 1858, quando Bernadette si recò a raccogliere legna secca nel greto del fiume Gave, insieme ad una sorella e ad una loro amica. Il gruppetto, costeggiando la riva del fiume, giunse dinanzi ad una grotta, ma li separava da essa un piccolo canale. Le compagne di Bernadette lo attraversarono senza esitazione; ella invece non poté mettere i piedi nell’acqua gelata a causa della sua gracilissima salute. Ad un tratto la sua attenzione fu richiamata da un rumore simile a un colpo di vento. Istintivamente si giro versò gli alberi pensando che il rumore fosse venuto da quella parte e invece notò che gli alberi erano completamente immobili. Seguì un secondo rumore, capì che proveniva dal cespuglio che si trovava nella grotta. Fu allora che la ragazza vide una figura bianchissima che aveva l’aspetto di una signora. Questa le fece cenno di avvicinarsi, ma la fanciulla non ebbe il coraggio di farlo. Sorpresa e turbata, non sapeva cosa fare. Bernadette si stropicciò ripetutamente gli occhi pensando che si trattasse di un’allucinazione, ma la Signora era sempre lì, dinanzi alla sua vista. Un’ispirazione le fece tirare dal tascone la sua corona di Rosario e iniziò a recitarlo…e la Signora si unì alla preghiera. Al termine del Rosario l’apparizione scomparve.
Le compagne non avevano visto nulla, né tantomeno sospettarono di qualcosa. Bernadette chiese loro se avessero visto; ovviamente la risposta fu negativa. Sulla strada del ritorno, Bernadette accennò qualcosa alla sorella. Lo stesso fece alla sera con la madre, la quale, però, cercò di convincere la fanciulla ch’era stata solo vittima di un’allucinazione e le ordinò di non tornare più alla grotta. Intanto la sorella non tenne il segreto e riferì alle sue compagne: in breve tempo molte persone vennero a conoscenza di quello che Bernadette aveva visto. Infatti, domenica 14 febbraio, diverse ragazze della sua stessa età chiesero a Bernadette di tornare alla grotta insieme a lei. Ella si rifiutò per non disobbedire alla mamma; ma le ragazze parlarono con la donna e ne ottennero il permesso. Intanto in Bernadette cresceva la paura: e se si trattava di spiriti malefici? Corse subito in chiesa per procurarsi dell’acqua benedetta. Giunse poi alla grotta e avvenne una nuova apparizione. Per tre volte asperse la grotta con l’acqua benedetta: la Signora non si mosse e sorrise. La ragazza allora estrasse la corona e iniziò a recitare il Rosario.
Il 18 febbraio l’apparizione chiese a Bernadette di tornare alla grotta per quindici giorni consecutivi, le raccomandò di andare a dire ai sacerdoti di costruire una chiesa sul luogo delle apparizioni. La ragazza fu fedele all’appuntamento.
Il 24 e 25 febbraio la Signora invitò Bernadette a mangiare dell’erba, a fare dei gesti di penitenza e le ordinò di scavare con le mani sul lato sinistro della grotta. La fanciulla trovò dell’acqua, la Signora le disse di bere ed ella obbedì: portò l’acqua torbida alla bocca, si lavò e poi la bevve.
Il 25 marzo la Signora disse finalmente il suo nome. L’apparizione restò immobile, mostrandosi nell’atteggiamento della Vergine raffigurata nella famosa medaglia miracolosa rivelata a santa Caterina Labourè. La Signora sollevò le mani, le congiunse all’altezza del petto, levò gli occhi al cielo e disse: «Io sono l’Immacolata Concezione».
La Madonna promise a Bernadette la felicità, ma non in questo mondo. A Nevers la veggente visse da religiosa il messaggio di penitenza e di preghiera che aveva ricevuto alla grotta. Morì santamente il 16 aprile 1878, all’età di trentatré anni; età significativa visto le enormi sofferenze che contrassegnarono la sua vita. Fu beatificata nel 1925 e canonizzata nel 1933.
Le apparizioni di Lourdes vennero ufficialmente riconosciute dal vescovo di Tarbes il 18 febbraio del 1862. Ben presto fu eretta una grande chiesa così come la Vergine aveva richiesto.
Lourdes divenne subito il più celebre dei luoghi mariani. Un ufficio speciale (le Bureau médical) fu incaricato di vagliare scientificamente le guarigioni che iniziarono a verificarsi immediatamente. Di miracoli finora ne sono stati riconosciuti una settantina, ma di fatto sono molti di più. Ancora più numerose sono le conversioni.
Fonte: Santi e Beati    

sabato 27 dicembre 2014

UNA STORIA DI DUE PAPI E LE PROFEZIE DI SAN MALACHIA

Questa settimana la Chiesa cattolica celebra il suo secondo natale con due papi. Avrà un significato più profondo di quello che sembra? Sarà forse l’indizio di una rivelazione “in pieno giorno” che il Vaticano sta svelando a “chi ha occhi per vedere e orecchie per sentire”?

La Chiesa Cattolica è l’istituzione cristiana più importante del mondo. Ha attraversato profondi cambiamenti per allinearsi ai “segni” dei tempi che corrono.



La chiave per comprendere il successo dei suoi più di due millenni di esistenza la si trova nel suo stesso nome: la Chiesa è “Apostolica” (si basa sulla vita e le opere dei discepoli di Gesù Cristo); è “Cattolica” (dal greco καθολικός che significa universale; oggi diremmo "globale"); e infine, è “Romana” (geografica, culturale e geopolitica).
Nonostante le centinaia di migliaia di cristiani che furono martirizzati dagli imperatori romani, anzi la Chiesa deve molto a Roma. Non solo situò la sua sede centrale nel cuore della Città Eterna, ma adottò addirittura la sua lingua secolare –il latino- rendendolo una lingua sacra; assorbì gran parte della struttura giuridica e amministrativa romana, e adottò molti dei suoi simboli, concetti e stili.
Quindi, il “Pontefice” –costruttore di ponti- ha la chiave per la salvezza eterna, e la  nascita di Cristo stesso viene festeggiata il 25 dicembre così come Roma celebra Mitra, dio iraniano importato dai Legionari Romani quando tornarono dai lontani confini orientali dell’Impero. Anche la Croce –simbolo del Martirio- era un artefatto creato dai romani.
Indipendentemente dall’opinione e dalla fede di ognuno, la verità è che la Chiesa ha resistito bene nel tempo. Certamente oggi la si vede un po’ stanca, deteriorata e grigia, ma è ancora l’istituzione più antica dell’ Occidente, con duemila anni di continuità, che fissò la sua sede a Roma. In realtà è molto tempo.
Ci sarà una durata massima della vita per le istituzioni collettive da misurarsi in periodi molto lunghi, che noi non riusciamo a comprendere dato che le nostre brevi vite ci obbligano a pensare in tempi molto più corti?

Tempo, tempo e tempo
Le sottili leggi che governano il corso dei millenni sono sicuramente diverse dal nostro concetto moderno, materialista e miope del tempo. Infatti, nell’antichità esistevano tre concetti per affrontare il tempo: “Cronos”, che descriveva un tempo profano e lineare; “Kairos”, che rappresentava i momenti salienti della vita quando Dio o gli dei manifestavano il loro piano divino agli uomini: potremmo chiamarli “tappe cosmiche”; e “Aion”, dal dio romano dei periodi molto estesi di tempo ciclico, da dove deriva il termine moderno “eon”.
La storia della Chiesa sembra dirci che Cronos  risiede dentro Kairos, che sono tappe cariche di significato che ci aiutano nella comprensione del “profetico” (“Il mio” Kairos non è ancora arrivato rispose Gesù a sua madre in merito ai Matrimoni di Cana…). A loro volta, entrambi sono situati all’interno di Aion, il ciclico “tempo delle età” dove cambiamenti sottili, lenti e a lungo termine, sorgono e decadono nella psiche collettiva degli uomini.
Nell’oscura e acuta crisi che il mondo moderno sta vivendo, ci sarà qualcuno così illuminato nella stessa Chiesa che ha compreso questi complessi meccanismi, e gli stà permettendo di manifestarsi come vuole la loro misteriosa natura?
L'anno scorso il papato ha attraversato una svolta –un Kairos- senza precedenti, quando il papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger) abdicò per essere rimpiazzato un mese dopo dall’attuale papa Francesco (Jorge Bergoglio).
Questa svolta insolita nell’ordine successorio e ordinato al trono di San Pietro, in base al quale i nuovi Papi ascendono sempre dopo la morte del predecessore, sarà dovuta solo al fatto che Benedetto si sentiva troppo vecchio, stanco e debole per continuare nello svolgimento delle sue funzioni mondane e spirituali?

Pietro e Paolo: fondatori della Chiesa
San Pietro (Simone Pietro in latino; Petrus, la pietra) morì intorno all’anno 64 d.C. crocifisso dall’imperatore Nerone Augusto Cesare. Fu uno dei dodici discepoli originali ordinati da Gesù Cristo del quale Gesù disse che sarebbe “la Pietra della mia Chiesa” (Matteo 16:18), e che la Chiesa considera come il suo primo Papa.  La tradizione dice che Pietro fu crocifisso dove oggi sorge la Cappella Clementina e che le sue ossa riposano sotto la Basilica di San Pietro.
San Paolo è un caso diverso. Il suo nome ebreo era Saulo; era più giovane di Pietro e non faceva parte dei dodici apostoli diretti da Gesù. In realtà Saulo cominciò a seguire i discepoli di Gesù a Gerusalemme, finché un giorno mentre si dirigeva a Damasco gli apparse il Cristo risorto come una potente luce che lo accecò. Dopo tre giorni recuperò la vista, e “avendo visto la Luce”, si convertì, cambiò il nome in Paolo e cominciò a predicare che Gesù di Nazareth era il Messia ed il Figlio di Dio.
Paolo fu un intellettuale prolifico e brillante, quattordici dei ventisette libri del Nuovo testamento sono per tradizione attribuiti a lui. Le sue Epistole costituiscono la spina dorsale della teologia, la fede e il rito cristiano, non solo per il cattolicesimo ma anche per gli ortodossi ed i protestanti.
Paolo predicò soprattutto ai pagani e spesso era conosciuto come “l’Apostolo dei Gentili”, mentre Pietro rimase attaccato agli ebrei convertiti alla nuova Fede, nonostante le grandi persecuzioni.
Potremmo dire che il leale Pietro è il cuore della Chiesa –la stessa pietra sulla quale fu eretta e continua in piedi ancor’oggi a Roma -; mentre il brillante Paolo fu il “cervello” della Chiesa, forgiando il Dogma che si è mantenuto fino ai nostri giorni (o quasi, dopo il Concilio Vaticano II).
Nel complesso, possiamo dire che Pietro e Paolo fondarono insieme e in modo magistrale la struttura attuale, temporale e spirituale della Chiesa Cattolica Apostolica e Romana. Non c’è da stupirsi allora che il calendario dei santi li celebri entrambi il 29 di giugno, Festa della solennità di San Pietro e San Paolo.
Diamo un’occhiata alla Chiesa dei nostri giorni.
È forse possibile che stiamo oggi presenziando un riflesso contemporaneo di quei due magnifici fondatori della Chiesa Romana –Pietro e Paolo- che vissero insieme, lavorarono insieme e quasi morirono insieme con i due pontefici che anche oggi vivono e lavorano insieme (e probabilmente muoiano insieme) a Roma, Francesco (il “Vero” Papa) e Benedetto XVI (il Papa “emerito” ritirato)?

La lista di San Malachia
Malachia era un santo irlandese del XI secolo, arcivescovo di Armagh, e primo figlio di Irlanda ad essere canonizzato. Ad oggi, però, Malachia è ricordato maggiormente per la visione apocalittica che ebbe mentre viaggiava verso Roma e che si affrettò ad annotare, nella quale “vide” i 112 papi che avrebbero regnato dopo il suo tempo e fino al Giorno del Giudizio e alla seconda venuta di Gesù Cristo.
Quella famosa “Lista di Malachia” venne dimenticata per quattro secoli, fino a che il monaco benedettino Arnold de Wyon la scoprì e la pubblicò nell’ anno 1590, chiamandola “Profezia della fine dei tempi”. Molti ricercatori, tuttavia, la considerano un falso del XVI secolo.
Potrebbe essere così …  Ma c’è qualcosa di molto strano nel modo in cui le 112 frasi oscure in latino che Malachia assegnò ad ognuno  dei 112 papi a cominciare da papa Clemente II, si sono poi rivelate plausibili –sia in maniera sottile che portentosa- nei successivi vescovi che sono ascesi al trono di San Pietro lungo i secoli.
Se si trattò di un falso, è stato certamente ordito in modo molto ispirato! O come dicono gli italiani, se non è vero è ben Trovato.
A questo si aggiunge un altro fattore insolito: il tempo. Dal tempo in cui Malachia scrisse la sua Lista visionaria, abbiamo visto alcuni Papi regnare per lunghi anni come Pio IX e Giovanni Paolo II (rispettivamente, 31 e 26 anni), mentre altri regnarono per periodi tristemente brevi, come i 33 giorni di Giovanni Paolo I.
Di fronte a tali enormi variazioni nella durata dei papi successivi, l'intera lista di Malachia avrebbe potuto sviarsi per secoli interi, finendo troppo presto (secoli fa), o essere trascorsa troppo lentamente (avendo ancora secoli davanti a sé); ma tuttavia ...
Qui siamo nell'anno del Signore 2014, e stiamo presenziando l’ultimo papa sul trono di San Pietro della lista di Malachia, un uomo che ha appena compiuto 78 anni, del quale non dovremmo aspettarci che viva molte decadi ...
Quindi non dovremmo prendere troppo alla leggera il messaggio del vecchio San Malachia, nonostante la sua insolita lista sia stata deformata e banalizzata da coloro che si attribuiscono al "New Age" o "Zeitgeist". Dopo tutto, non dimentichiamo che nella sua Irlanda nativa, Malachia era arcivescovo del villaggio di Armagh, che ha chiari echi di Armageddon ... Spesso, Dio scrive verità diritte con righe storte...

Dove andremmo a finire da qui?
Potrebbe forse essersi attivato qualche sottile fattore psicologico/collettivo riguardo a ciò? Quello che molti oggi sentono come la vicinanza dell’ "apocalittica fine dei tempi " sarà forse il riflesso di qualche archetipo collettivo finora dormiente? Forse quello di cui parlava e indagava così profondamente lo psicoanalista svizzero Carl G. Jung nel secolo scorso?
Tuttavia, in tutto questo potrebbe anche esserci una forte componente di profezia auto-compiuta.
Nel 1935, il drammaturgo inglese T.S. Eliot scrisse una commedia intitolata "Assassinio nella cattedrale", che racconta l'omicidio nella sua cattedrale di Canterbury dell'arcivescovo Thomas Becket da due suoi cavalieri al servizio del re Enrico II Plantageneto d'Inghilterra.
Re e l'arcivescovo erano in disputa da una lotta politica su chi avrebbe avuto l'ultima parola negli affari interni: se il re a Londra o il Papa da Roma.
In una magnifica scena, vedendo avvicinarsi cavalieri di Re Enrico, monaci fedeli a Becket cercano di bloccare le porte della cattedrale per proteggere l'arcivescovo. Becket, però, dà l'ordine che le porte rimangano aperte, per attrarre a sé il martirio; in una vera e propria "Imitazione del Cristo", nel senso che la profezia "deve sempre compiersi", ciò che poi permise la santificazione di Becket.
Quando antiche profezie diventano sacre e attecchiscono in profondità nella psiche collettiva, tendono a generare un forte impulso inconscio tra i popoli nel viverle nel tempo e nello spazio; quasi come se si trattasse di un gioco o di un'opera lirica.
Questo fascino  collettivo non diminuisce per il solo fatto che sappiamo esattamente come si concluderà il dramma, che si tratti dell’assassinato nella cattedrale, Amleto, Macbeth, Faust, l’Anello del Nibelungo di Wagner, o ... . La Lista di Malachia.

Il Segreto dei segreti
Si starà forse realizzando, consciamente o inconsciamente, la materializzazione di queste profezie dai corridoi più profondi e occulti del Vaticano, che nascondono tanti segreti e misteri ?
Andiamo a vedere gli ultimi quattro Papi della Lista di Malachia:
- Giovanni Paolo I (109° nella lista): Malachia lo denominò "Della mezza luna". Il povero Albino Luciani fu Incoronato in una notte di mezzaluna nel 1978 e trovato morto 33 giorni dopo nella successiva mezza luna ...
- Giovanni Paolo II (110 nella lista) è stato descritto come "Dal lavoro del sole" (che alcuni interpretano come l'eclissi - lavoro - solare): Karol Wojtyla è nato durante un'eclissi solare e i suoi funerali solenni si sono svolti durante un'altra eclissi 84 anni dopo ...
- Joseph Ratzinger (111 nella lista) è chiamato "Gloria dell'Ulivo". Il nome scelto da Ratzinger onora San Benedetto da Norcia, fondatore dell'ordine dei Benedettini da cui discende il ramo degli Oliventini ...
Ma poi ci fu l'inaspettato avvenimento dello scorso anno: Benedetto XVI abdicò, generando grande attesa per il prossimo, e apparentemente ultimo papa. Quindi la lista di Malachia termina con il 112° Papa ed invece di assegnargli una breve descrizione, scrisse il seguente messaggio tremendo: "Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa regnerà Pietro il Romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni , dopo di che, la città dei sette colli (Roma?, Gerusalemme?) sarà distrutta e il terribile giudice giudicherà il suo popolo. Fine "..
Il 112° Papa sarebbe stato l’argentino Jorge Mario Bergoglio, che fortunatamente non scelse come nome da papa quello di Pietro. Infatti, dal primo Pietro, nessun papa ha mai scelto il nome di Pietro, tabù che però non venne applicato a Paolo (c'erano stati sei papi con quel nome).
Se San Paolo è stato il "cervello" della Chiesa, possiamo vedere in Benedetto XVI la sua controparte moderna? Un brillante intellettuale, freddo, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, uomo lontano dalle questioni mondane?
E se Pietro fu la "roccia", solida, emotiva e semplice su cui Gesù ha costruito la sua Chiesa, sarà forse Francesco – che conquistò  velocemente i cuori dei cattolici e dei non cattolici, con il suo stile caldo, semplice, e poco sofisticato - la sua controparte moderna?
È da almeno sei secoli che la Chiesa non aveva due papi viventi insieme. Anche se Paolo non era Papa, riunire oggi "Pietro e Paolo" nuovamente per "unire le forze" - per così dire - non sembra una cattiva idea in questi tempi di sfida per la Chiesa e il suo gregge.
Senza dubbio tutto viene caricato da presagi. Soprattutto quando vediamo che tutte le persone sono attaccate dalla stesso potere compatto ed oscuro di un'elite che ha il dominio sul mondo.
Poiché questi sono tempi di "guerre e di rumori di guerre" promosse da élite radicate negli Stati Uniti, il Regno Unito, l'Unione europea e Israele (che sono stati chiamati i "quattro cavalieri dell'Apocalisse"): l'Ucraina e la Siria; Corea, Africa e Iraq; Afghanistan, Egitto e Mali; Somalia, India, Pakistan, Libia, Crimea e Sudan; Cecenia e l'Iran; debiti parassitari imposti dall'Internazionale d'oro e la crescente minaccia della bomba atomica ...
La Chiesa starà prendendo sul serio San Malachia più di quanto vorrebbe ammettere? Ha forse considerato che oggi risulta particolarmente prudente “prepararsi al peggio mentre si prega affinché avvenga il meglio”?
Se si scoprisse essere vero che la Chiesa stessa si sta preparando al peggio, con tutta la sua saggezza, le informazioni, la profezia, le verità segrete, le schiaccianti evidenze nascoste e prove vergognose oggi nascoste nelle più profonde sale del Vaticano, allora forse tutti noi faremmo bene a seguire il suo esempio.
Le tragedie politiche possono accadere perché racconti vitali sono stati soppressi; le informazioni chiave vengono nascoste, e l'ovvio non è conosciuto.
Miliardi di uomini e donne in tutto il mondo sperimenterebbero un cambiamento collettivo di consapevolezza se queste verità fondamentali fossero state rivelate al mondo; se i veri colpevoli venissero smascherati; se perversi attaccabrighe venissero giustamente puniti, e se i leali cercatori della Verità venissero ascoltati e rispettati.
Oggi, più che mai, il mondo ha bisogno di un messaggio vitale.
Forse è giunto il momento che la Città Eterna parli con urgenza e chiarezza... Perchè se la verità non deve venire da Roma, ispirata dallo spirito di Pietro e Paolo e dalla volontà divina, allora da dove dovrebbe venire quella verità che oggi la gente necessita e rimpiange?
Il mondo attende con il fiato sospeso ...

Buon Natale e Pace agli uomini di buona volontà ...

Adrian Salbuchi è un analista politico, autore, conduttore della trasmissione televisiva "Seconda Repubblica" dal TLV1 Canale Argentina. Progetto Fondatore Seconda Repubblica (PSR) - www.proyectosegundarepublica.com
Fonte: http://actualidad.rt.com/
Link: http://actualidad.rt.com/opinion/salbuchi/161120-salbuchi-historia-dos-papas
Traduzione a cura di www.comedonchisciotte.org
22.12.2014

domenica 23 novembre 2014

Im memoria di Federico Cavallaro

Ci uniamo alla commozione e al dolore dei familiari e agli amici di Metapolitica per l'improvvisa scomparsa di Federico Cavallaro, il quale per molti anni è stato tra i più stimati collaboratori di Silvano Panunzio, impreziosendo la rivista " Metapolitica" con i suoi saggi ricchi di dottrina e di sapienza.
Nell'ultimo anno Cavallaro ha pubblicato degli interessanti articoli (si consulti il Corriere Metapolitico) sul profetismo cristiano e sul ruolo di Maria Santissima nei tempi correnti.

Requiem aeternam dona ei, Domine. Amen.

lunedì 29 settembre 2014


PREGHIERA DI LIBERAZIONE

 O Signore tu sei grande, tu sei Dio, tu sei Padre, noi ti preghiamo per l’intercessione e con l’aiuto degli arcangeli Michele, Raffaele, Gabriele, perché i nostri fratelli e sorelle siano liberati dal maligno. Dall’angoscia, dalla tristezza, dalle ossessioni. Noi ti preghiamo, liberaci, o Signore. Dall’odio, dalla fornicazione, dalla invidia. Noi ti preghiamo, liberaci, o Signore. Dai pensieri di gelosia, di rabbia, di morte. Noi ti preghiamo, liberaci, o Signore. Da ogni pensiero di suicidio e aborto. Noi ti preghiamo, liberaci, o Signore. Da ogni forma di sessualità cattiva. Noi ti preghiamo, liberaci, o Signore. Dalla divisione di famiglia, da ogni amicizia cattiva. Noi ti preghiamo, liberaci, o Signore. Da ogni forma di maleficio, di fattura, di stregoneria e da qualsiasi male occulto. Noi ti preghiamo, liberaci, o Signore.
Preghiamo: O Signore che hai detto: “Vi lascio la pace, vi dò la mia pace”, per l’intercessione della Vergine Maria, concedici di essere liberati da ogni maledizione e di godere sempre della tua pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.

domenica 7 settembre 2014

La Criptopolitica e i suoi inganni

Si sente spesso oggi parlare di poteri occulti, poteri forti, Illuminati, lobby. Inoltre si è indirizzati a credere che tutte queste forze siano unite sotto un'unica cupola, ma dietro si cela qualcosa di ben più complesso: Silvano Panunzio l'aveva chiamata Criptopolitica. Vedremo che essa non è un entità astratta, bensì un qualcosa di concreto, che influenza gli Stati, le persone e soprattutto la Politica.

Sempre Panunzio scrisse nel Dicembre del 1976 un editoriale riguardante <<manovre dietro le quinte>> della Politica, operate da <<forze che agiscono in funzione di precisi programmi e che adoperano mezzi illeciti -corruzione, ricatto, sequestro di persona, delitto, montatura pubblicitaria, psicosi di massa- senza avvertire il minimo scrupolo. I servizi segreti e i loro agenti (...) hanno fatto capire che gli uomini politici sono divenuti delle marionette, le cui fila sono mosse dalla Criptopolitica, ossia da forze nascoste, ma organizzate, che non appaiono quasi mai in prima linea. (…)
Meno che mai è spontaneo, o naturalmente dialettico, il gioco mondiale economico-finanziario (illusioni puerili dello scientismo marx-engelsiano) perché qui il meccanismo di scena è più facile ed evidente, come dimostrano le crisi provocate a bella posta e mille altri trucchi del genere. Persino la studiata a tavolino invenzione del capitalismo postula l'invenzione uguale contraria, anch'essa studiata allo stesso modo, dell'inevitabile comunismo. E via di seguito.
Dunque, quello che avviene sul piano politico visibile non è che il riflesso di una partita a scacchi già combinata di un'ingegnosa macchinazione allestita e mossa a volontà dai persuasori occulti.>> [1]

Nulla avviene per caso nella Storia visibile: ogni cosa è legata al rapporto causa-effetto, cioè un abile intreccio occulto di azioni e reazioni, orchestrato in maniera tale da attirare gli ingenui o, peggio, da ingannare con miraggi di potenza e di gloria, gli animi sensibili e generosi in particolare della gioventù. Riguardo ciò, non staremo ad elencare gli innumerevoli fatti di cronaca nera in cui sono coinvolti proprio i giovani e gli adolescenti: sono già urlati abbastanza.
È fondamentale non scordare il ruolo che svolge la ''Storia politica'' e che essa è funzione della ''Storia cosmica''. Quest'ultima ha tre dimensioni: una esteriore-umana a cui appartiene la Politica pura e semplice; una inferiore-infernale, che è quella della Criptopolitica, ormai scoperta e smascherata; infine, una superiore-celeste, la più importante che è quella della Metapolitica.
Già nei poemi di Omero si poteva scorgere che la lotta cosmica è a tre dimensioni e la guerra viene combattuta da uomini, forze degli inferi e dèi: sulla terra, sotto la terra e nelle acque, sopra la terra e nei cieli.

È bene sapere che la Criptopolitica nei secoli moderni è cresciuta ed è divenuta ai nostri tempi, vilissima merce quotidiana degli Stati e dei Parastati o Stati-fantoccio. Essa non è iniziatica (ed esoterica), ma neppure ''eroica'' come si vuol far credere. Essa è il campo dove opera la Contro-Iniziazione, che si serve allegramente degli specchietti di pseudo-tradizioni (i classici specchietti per le allodole) e delle cianfrusaglie di pseudo-iniziazioni. Per chi cade in questa viscida rete tenebrosa sono guai!

Per questo vogliamo non solo ammonire la gioventù migliore, ma anche risvegliare coloro che sono ingannati da questi specchietti che la Politica può e deve essere integrata e sublimata dalle ispirazioni e dalle conoscenze della Metapolitica.
Per troppo tempo abbiamo assistito ai deliri mentali del sinist-dest universale, che appare come una grottesca marcia di fantocci in riga. Sembra che comunque sia atteggiamento comune nell'Europa intera di averne abbastanza di questa dicotomia e di questi personaggi politici, burattini della Criptopolitica.
La morale che se ne trae è la seguente ed è semplice. Chi vuole verità, giustizia, innovazione e conservazione a un tempo, tradizione viva e ordinato sviluppo, deve porsi in un centro moderatore che regola il dinamismo delle idee, dei fatti e delle cose. Prossimamente spiegheremo il perché del valore della centralità e affermiamo che questa è la scelta di posizione perenne della Metapolitica.

[1] Gli equivoci della Criptopolitica, 12-1976, Archivio storico di Metapolitica, Vol.I

domenica 27 aprile 2014

DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO PP. XII AGLI UOMINI DI AZIONE CATTOLICA NEL XXX° DELLA LORO UNIONE


DISCORSO  DI SUA SANTITÀ PIO PP. XII
AGLI UOMINI DI AZIONE CATTOLICA
NEL XXX° DELLA LORO UNIONE*
 Domenica, 12 ottobre 1952



"Oh, non chiedeteCi qual è il « nemico », nè quali vesti indossi. Esso si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale dell'unità nell'organismo misterioso di Cristo. Ha voluto la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza l'autorità; talvolta l'autorità senza la libertà. È un « nemico » divenuto sempre più concreto, con una spregiudicatezza che lascia ancora attoniti: Cristo sì, Chiesa no. Poi: Dio sì, Cristo no. Finalmente il grido empio : Dio è morto; anzi : Dio non è mai stato. Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che Noi non esitiamo ad additare come principali responsabili della minaccia che incombe sulla umanità: un'economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio. Il « nemico » si è adoperato e si adopera perchè Cristo sia un estraneo nelle Università, nella scuola, nella famiglia, nell'amministrazione della giustizia, nell'attività legislativa, nel consesso delle nazioni, là ove si determina la pace o la guerra.
Esso sta corrompendo il mondo con una stampa e con spettacoli, che uccidono il pudore nei giovani e nelle fanciulle e distruggono l'amore fra gli sposi; inculca un nazionalismo che conduce alla guerra."

martedì 1 aprile 2014

Primo Aprile 1922-2014

Il primo di aprile del 1922, 92 anni fa, moriva Carlo d’Asburgo Lorena, ultimo Imperatore d’Austria proclamato beato nell’ottobre del 2004. Alla morte aveva soltanto 34 anni ed era in esilio a Madeira, cacciato dal trono dalle nuove forze politiche che si erano rafforzate nel Paese dopo la prima guerra mondiale e che si opponevano a Carlo, perché cattolico osservante e rappresentante dell’antico Sacro Romano Impero che difendeva la Chiesa e la Cristianità-Europa.
Il 2 aprile ricorre l'anniversario della morte di un altro grande, grandissimo uomo: Carlo Wojtyla e cioè Papa Giovanni Paolo II.
In due giorni si ricordano gli anniversari di un Imperatore beato e di un Papa, che sarà presto proclamato santo. Austriaco il primo, polacco il secondo. Due eccezionali protagonisti della storia del secolo Ventesimo.
Chiediamo la loro intercessione perchè i popoli europei riscoprano la Fede, la Speranza e la Carità, trovino la via della  pace e di una nuova era di civiltà, nel segno della Cristianità-Europa.
Maria Regina degli Angeli e dei Santi, prega per noi
Beato Carlo d'Austria, prega per noi
Beato Giovanni Paolo II, prega per noi.

martedì 25 marzo 2014

Il più grande rivoluzionario della storia contemporanea


di Francesco Boezi

La televisione, i media cosiddetti, hanno già dimenticato. Si interessano solo di cosa faccia ora il Papa emerito nelle sue stanze private, chi lo visiti, cosa mangi, se sia più o meno prossimo alla morte.  A nessuno importa più nulla della sua parola. Quella forza del passato ,Joseph Ratzinger , ha smesso di parlare e così tutti hanno smesso di interrogarsi sul significato delle sue parole. La modernità non ha tempo per un uomo che sta in silenzio.  Il tempio è ormai sacro perchè qualcuno dica qualcosa da poter spendere nel  tg delle 20,00, non perchè non sia in vendita.  Joseph Ratzinger  è considerato solo un’ombra di un’esistenza più antica, passata, superata. Un intellettuale inginocchiato a pregare non fa notizia. Viene conservata l’immagine a mò di reduce solo nei retrobottega delle edicole a cui è avanzato qualche calendario vaticano.
Ma Benedetto XVI  non ha adorato le ceneri per mantenere viva  la tradizione, egli ha conservato il fuoco.  In un mondo in cui anche le parole “padre” e  “ madre “ vengono virtualizzate e scarnificate dalla loro accezione tradizionale, la scelta solitaria di Benedetto XVI è stato il gesto più rivoluzionario della nostra storia recente.  E non possiamo dimenticarcene.  In questo “ Inverno dell’umanità” nel quale ci troviamo a vivere, rileggere i suoi libri, le sue encicliche, le sue riflessioni, rappresenterà sempre uno scudo per difendersi da chi con una buona dose di violenza, un’ideologia totalizzante e un po’ di rabbia sociale continua secolarmente nel tentativo di destrutturare la civiltà a colpi di laicismo e relativismo.  Nemici acclarati dell’uomo.  Ratzinger voleva che le persone prima di andare a dormire facessero l’esame di coscienza, così come ci hanno insegnato le nostre nonne. Agiva completamente fuori dalla storia, evidentemente. Nessuno fa più l’esame di coscienza, nessuno ringrazia più Dio per nulla.
Anzi, l’umanità sembra esser sempre più stanca di un Dio esclusivamente pensato e come avrebbe potuto non stancarsi di un uomo che non faceva altro che pensare a Dio?  Ma la ricerca dell’assoluto non avrà mai fine perchè il concetto di Dio è l’unico che sfugge alla ciclicità mortale del creato e così, proprio come Benedetto sostiene in “ Al cuore della fede”, la domanda sulla propria esistenza implica sempre un’altra domanda sulla presenza o meno di un’origine. Postulare che Dio non esiste significa, comunque ed infatti, essersi chiesti se  Dio esista o meno. La presenza ontologicamente obbligatoria di questa domanda dovrebbe farci riflettere tutti.  Quello che muove i cittadini della modernità pare essere,invece, una fame di riconoscimento affettivo che Benedetto XVI non sempre ha potuto soddisfare.  Non aveva e non ha un’immagine rassicurante da profeta del buonismo mediatico. 
Non apprezzava e non apprezza la musica rock e probabilmente non gli piacciono neppure le televisioni e le strade asfaltate.  Vive in un proprio personalissimo Medioevo fatto di libri, di Mozart, di gatti da biblioteca e di preghiere. E da quel che si è capito lui il Papa manco voleva farlo.  Da l’idea di un uomo che ha vissuto un mistero pietrino tanto intenso quanto sofferto, desideroso solo di commuoversi per le meraviglie del Signore rinunciando il più possibile a se stesso . Inadatto per la frenesia liquida di un sistema terrestre basato sui mobili Ikea, i voli low cost  , gli ebook, gli smartphone, le videoconferenze, i  fast food e così via. Resta scolpita nella memoria storica del Cristianesimo la sequenza di immagini mostrateci mentre Ratzinger esordiva su Twitter, contornato da schiere di Cardinali mediatici che tentavano di spiegargli il meccanismo del tutto. Il primo cinguettio, il primo click. Secondo noi non gliene importava proprio niente di cinguettare, al massimo avrà obbedito a qualcuno che gli ha suggerito la necessità di farlo. Da quel giorno i soliti benpensanti si sono divertiti ad insultarlo a più non posso, avendo ora tramite il social network il mezzo diretto per farlo.
Insulti che si sono sommati ad anni di infamità verso Benedetto, dipinto come un nazista, un pedofilo, un omofobo, persino una drag queen. Sì, avete letto bene. Il pensiero debole ha sempre fretta di etichettare col marchio di negativo chiunque provi a fuggire la logica dominante del “Dio è morto, ora tutto è permesso. “  Ma non esiste essere meno libero di una piuma al vento, questo Ratzinger ce l’ha spiegato bene e sta a noi cercare di comprendere, facendo un immenso sforzo intellettuale, il pensiero di chi ha provato a definire la razionalità come quell’ambito in cui la verità viene rappresentata dall’amore e l’amore tende a rappresentarsi come ragione vera.  Abbiamo vissuto un’epoca straordinaria e forse ci sono stati concessi l’onore e l’onere di poter ascoltare dal vivo uno dei più grandi intellettuali della storia dell’Occidente.
Ci piace immaginare che in un tempo non troppo lontano dal nostro, una decina di arditi si radunerà attorno ad un fuoco vivo e mentre tutta la società sarà ormai ampliamente secolarizzata e dissacrata fino al midollo, questo gruppetto che verrà  etichettato come un composto di nazisti, pedofili, omofobi e drag queen trovi il coraggio per guardarsi negli occhi commossi  e ritrovare se stessi e il significato della propria esistenza  nelle pagine di “ Caritas in Veritate” o di “ Deus Caritas est” .Affinchè la storia della spiritualità occidentale continui, sulle gambe di altri , servirà che Joseph Ratzinger non venga dimenticato: il più grande rivoluzionario della storia contemporanea.