Cavalleria Cristiana

"È autentica Cavalleria Cristiana quella dei Cavalieri Erranti, nel duplice senso di andare ed errare, simili ai saggi e giusti di Dio, i quali si ritirano di tanto in tanto nella fortezza della Tradizione Interiore per dare la scalata alle vette dello Spirito" Primo Siena
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venerdì 17 febbraio 2017

Parigi 2016: l'immigrazione di massa nelle strade della capitale francese.


"Le leggi di Francia non riconoscono piú il Creatore, ma il Creatore si farà conoscere e la visiterà per tre volte con la verga del suo furore. La prima volta, Egli abbatterà la sua superbia con le sconfitte, con il saccheggio e con la strage dei raccolti, degli animali e degli uomini. La seconda volta, la grande prostituta di Babilonia, quella che i buoni chiamano il "Postribolo d'Europa", sarà privata del capo, in preda a disordini! Parigi… Parigi! Invece di armarti nel nome del Signore, tu ti circondi di case di immoralità! Ma esse saranno distrutte da te stessa! L'idolo tuo, il Panteon, sarà incenerito, affinché si avveri che mentita est iniquitas sibi (l'iniquità ha mentito a sé stessa). I tuoi nemici ti metteranno nelle angustie, nella fame, nello spavento e nell'abominio delle nazioni. Ma guai a te se non riconoscerai la mano di chi ti percuote! Io voglio punire l'immoralità, l'abbandono, il disprezzo della mia legge! La terza volta, tu cadrai in mano straniera: i tuoi nemici vedranno da lontano i tuoi palazzi in fiamme, le tue abitazioni divenute un mucchio di rovine, bagnate dal sangue dei tuoi prodi che non sono piú! Ma ecco un gran guerriero dal Nord che tiene, nella sua mano destra, uno stendardo sul quale è scritto: "Irresistibile mano del Signore!". 
In quell'istante il venerabile Vegliardo del Lazio gli andò incontro, sventolando una fiaccola ardentissima. Allora, lo stendardo si dilatò, e di nero che era divenne bianco come la neve. Nel mezzo dello stendardo, in lettere d'oro, stava scritto il nome di COLUI che tutto può! Il guerriero e i suoi si inchinarono, profondamente, davanti al Vegliardo, e si strinsero le mani. 
Ora la voce del Cielo è per il Pastore dei pastori: Tu e i tuoi assessori, sei nella grande riunione, ma il nemico del bene non si dà un attimo di pace; egli studia e pratica ogni articolo contro di te. Egli seminerà discordia tra i tuoi assessori, susciterà nemici tra i miei figli. Le potenze del secolo vomiteranno fuoco e vorranno spegnere le parola dei guardiani della mia legge. Ma questo non avverrà! Faranno del male, sí, ma lo faranno a sé stessi. Tu, affrettati! Se le difficoltà perdureranno, vengano stroncate! Se tu ti troverai in difficoltà, non arrestarti, ma continua finché non verrà troncato il capo dell'idra dell'errore. Questo colpo farà tremare la terra e l'inferno, ma il mondo verrà assicurato e i tuoi buoni esulteranno. Tienti attorno a te anche solo due assessori, ma ovunque tu andrai, continua e termina l'opera che ti fu affidata. I giorni corrono veloci, i tuoi anni avanzano verso la tua ora segnata, ma la grande regina sarà sempre il tuo aiuto e, come per il passato, cosí per l'avvenire sarà sempre magnum et singulare in Ecclesia præsidium (grande e singolare difesa della Chiesa)!
"


lunedì 21 dicembre 2015

Tolkien ispirato dalle profezie sui Tempi Ultimi

Fonte: 
http://www.maurizioblondet.it/tolkien-ha-descritto-i-tempi-ultimi/


Tolkien, nelle sue lettere al figlio, quando spiega Il Signore degli Anelli, dice che nelle sue intenzione non c’era quella di attribuire caratteri religiosi ben definiti a ciascun personaggio. Non voleva scrivere un poema religioso; piuttosto un poema intriso di religiosità. La sua idea (geniale), quindi, fu piuttosto quella di distribuire caratteri dei protagonisti del Vangelo tra più personaggi (per questo i caratteri di Maria sono in parte ravvisabili in Galadriel, in parte nella moglie di Manwe, Angelo del Silmarillon) così come caratteri di Cristo si ravvisano in Bombadil (che risorge Frodo dai sepolcri, episodio non presente nei film) in parte nel Re guaritore Aragorn (il ritorno del Re visto come il ritorno di Cristo)
Come vedremo più avanti, poi, uno stesso personaggio ha caratteri diversi che lo accostano a diverse simbologie.
In questa ottica, la citta Minas Tirith (baluardo contro Mordor governata pro-tempore dai Sovrintendenti in attesa del ritorno del Re) è associabile alla Chiesa (depositaria del Vangelo e baluardo contro l’Eresia e l’Apostasia, governata temporaneamente dai Papi in attesa del ritorno di Cristo) la quale è ben rappresentata anche dalla figura stessa di Gandalf.

Gli esempi sono numerosi. Al di la, però, della ricerca simbolica dei personaggi del Signore degli Anelli, penso che tale opera meriti di essere indagata sotto un altro aspetto finora trascurato dai critici rispondendo alla domanda:
che il libro non sia stato scritto per il nostro tempo? La sensazione è forte!

Nessuno dei critici di Tolkien, infatti, lo ha mai fatto prima, ma, seppure ardita, credo che una lettura del Signore degli Anelli in un’ottica escatologica potrebbe permettere di aprire nuovi orizzonti sull’ opera.
In nessuno dei suoi scritti o delle sue lettere al figlio o agli amici Tolkien fa menzione delle profezie dei Santi o accenna ad una lettura escatologica della sua opera. E’ anche vero però che il più delle volte ha dato risposte vaghe sul significato dell’anello o su quello delle vicende narrate. (Alcuni critici del suo tempo cercarono di tirarlo per la giacchetta, chiedendogli se il regno di Mordor rappresentasse l’URSS e l’intera vicenda narrata lo scontro tra Occidente ed Unione Sovietica. Tolkien negò seccamente questa interpretazione che, infatti, limiterebbe assai la portata dell’opera.)

Può darsi quindi che nelle intenzioni di Tolkien non vi fosse conteplata l’idea di scrivere un’opera proiettata nel futuro. E quasi certamente fu proprio così. Ma ciò, paradossalmente, potrebbe non essere sufficiente per scartare a priori l’ipotesi escatologica della storia.



Può essere, infatti, che il suo sia un libro ispirato? Forse. Per rispondere, bisogna andare a leggere le lettere che Tolkien scrisse al figlio ed agli amici dopo la pubblicazione della trilogia.

L’autore, infatti, confidò più volte la sua sorpresa riguardo il modo in cui l’opera prese forma; aveva avuto spesso la sensazione che il libro si scrivesse da solo.

“Ciò che spinse Tolkien a dedicarsi così strenuamente alla sua opera non fu semplicemente l’ossessione di raccontare una storia, ma la credenza che «leggende e miti siano in gran parte fatti di “verità”, e in realtà presentino aspetti della verità che possono essere recepiti solamente sotto questa forma (di leggende)» (L 131). Sapeva di scrivere finzioni, ma allo stesso tempo sentiva che stava raccontando la verità sul mondo per come a lui si rivelava. E questa verità la scopriva scrivendo, attraverso il processo stesso della scrittura.

Sostenne sempre di aver avuto la sensazione di registrare ciò che era già «lì», piuttosto che di inventare materiale proprio (L 131); una sensazione che giaceva dietro l’artificio immaginario del «Libro Rosso dei Confini
Occidentali» sul quale Il Signore degli Anelli stesso finge di essere basato. In una lettera a Christopher ammise che il racconto sembrava quasi scriversi da solo e a volte prendeva una direzione molto diversa dall’abbozzo preliminare, come se la verità stesse cercando di emergere attraverso di lui (L 91). In un certo senso, dunque, egli credeva realmente a ciò che stava scrivendo. («Esistono dei piani o dei gradi secondari», scrisse in Notion Club Papers.) (http://www.totustuus.it/modules.php?name=News&file=print&sid=2865)

Nonostante Tolkien fosse in grado di analizzare in certa misura ciò che stava facendo, il motivo per cui lo faceva e il modo in cui otteneva gli effetti letterari desiderati, allo stesso tempo era estremamente sconcertato da ciò che gli era stato dato – cioè percepiva il fatto che un mistero fosse all’opera. Infatti continua:
Riconsiderando le cose totalmente inattese che hanno fatto seguito alla pubblicazione […] mi sembra che il cielo sempre più oscuro che copriva il nostro mondo si sia improvvisamente squarciato, le nuvole si siano diradate e un sole quasi dimenticato abbia ricominciato a splendere. Come se i Corni della Speranza si siano fatti di nuovo sentire, come all’improvviso li sentì Pipino nel nadir delle fortune dell’occidente. Ma come? E perché?
Questo senso di mistero è approfondito dall’incontro nella vita reale con una figura che Tolkien con un uomo (simile all’immagine che lui aveva di Gandalf) che gli fece visita per discutere di alcuni vecchi quadri che sembravano quasi pensati per illustrare Il Signore degli Anelli, ma che Tolkien non aveva mai visto prima. Dopo una pausa, l’uomo aveva osservato: «Naturalmente Lei non crederà di aver scritto il libro tutto da solo?».
Continua Tolkien:
Tale e quale Gandalf! Io ero troppo abituato ai modi di Gandalf per reagire bruscamente o per chiedergli che cosa volesse dire. Penso di aver detto: «No, credo di no». Da allora non sono più stato capace di crederlo. Una conclusione allarmante per un vecchio filologo nei confronti di una cosa che aveva scritto per il proprio godimento. Ma anche una conclusione tale da non inorgoglire chiunque si renda conto dell’imperfezione degli «strumenti prescelti» e di quella che a volte sembra una deprecabile inidoneità per gli scopi prefissati.
Uno «strumento prescelto»? Non voglio rischiare di darle troppa importanza, ma la lettera è illuminante. Pare che Tolkien sentisse come suo dovere suonare il corno della speranza in un mondo che andava oscurandosi, e quelle migliaia di lettori che fanno continuo ritorno al libro e al film per rinfrancarsi un po’ l’anima forse concordano con lui.  Si tratta di una storia che ci dice cose che abbiamo bisogno di sapere.
Non può essere capita tutta subito. È una di quelle storie nelle quali bisogna crescervi dentro, storie che hanno a che fare con il modo in cui è fatto il mondo, e con il modo in cui è fatto il proprio sé. Queste storie sono come i sogni, ma sogni che possono essere condivisi da un’intera cultura; sogni universali che restaurano l’equilibrio della psiche volgendo le nostre energie e i nostri pensieri verso la verità; sogni che somigliano a un’oasi nel deserto. Leggerli può costituire una meditazione.
Tolkien quindi ebbe sempre l’impressione che la storia narrata non fosse solo farina del suo sacco ma gli fosse stata suggerita. Ma se così fosse, da chi? E perché?
Sul Chi, è facile immaginare che il Signore degli Anelli, per come è concepito e scritto, non può che essere ispirato dall’Alto più che dal basso. E’ un libro pieno di speranza, sacrificio, coraggio, positività sempre presente nonostante le prove e i drammatici fatti che si susseguono.
Ma se così fosse, se, cioè, il libro è stato ispirato e “guidato”, quale ne sarebbe il motivo e lo scopo? Potrebbe limitarsi ad un libro sui valori cristiani? Tanti libri sono basati sui principi cristiani. Non per questo hanno beneficiato di un aiuto così forte in fase di stesura.
La tesi è che quindi l’intera opera sia stata scritta per il nostro tempo e per gli eventi che stanno per verificarsi. Per testare questa ipotesi, ho proceduto a mettere a confronto alcuni passi del libro con le profezie che i Santi hanno divulgato riguardo i nostri tempi e quelli futuri. Ecco il risultato


SAURON E LA MASSONERIA
La massoneria ricopre un importante ruolo in funzione escatologica. Nella visione apocalittica, essa è rappresentata come la bestia da cui fuoriescono i grandi errori e le menzogne della storia.
Tolkien non ha mai fatto cenno alla massoneria nei suoi scritti e nelle sue lettere. Tuttavia, nel suo racconto dimostra di conoscere molto bene la realtà massonica.
Quando la Compagnia dell’Anello decide di passare attraverso le Miniere di Moriah, all’ingresso si trovano un arco chiuso che è identico, nella descrizione e nella stampa della prima edizione italiana, all’Arco Reale Alchemico, tipico della massoneria, che Tolkien ha posto proprio all’entrata di quelle Miniere che saranno il vero luogo d’inizio dell’epica battaglia tra Bene e Male. Tolkien lo definisce “un posto maledetto”. Infatti, all’interno delle miniere (un tempo luogo pacifico dove i nani scavavano avidi la roccia, ma ora conquistato ed in balia delle forze oscure di Sauron) Galndalf dovrà sconfiggere un Balrog, ovvero uno degli spiriti di fuoco Caduti nella Tenebra perché corrotti da Melkor (chiamato anche Morgoth), il quale è la vera origine del Male supremo.



Inoltre, il nome stesso di Moriah, al cui ingresso ha posto un Arco simile a quello Reale Alchemico massonico, è riconducibile nella Bibbia al monte su cui Salomone ed il suo architetto Hiram hanno costruito il loro primo Tempio, il Monte Moriah per l’appunto, evento che ha dato le basi ai miti fondativi della massoneria gnostica iniziatica.
La stessa figura di Sauron ricorda molto nel simbolismo la libera muratoria, a partire dall’occhio.
SdA (Signore degli Anelli): “Per molte miglia parve loro che l’occhio rosso li osservasse fuggire” (p. 709)
SdA: “Infine, quando la notte stava ormai morendo ed essi erano già stanchi, l’occhio non fu più che un piccolo punto infocato, e poi svanì” (p. 709)
I massoni attribuiscono all’occhio una duplice simbologia: sul piano fisico il Sole, sul piano spirituale il Grande Architetto dell’Universo, un modo di indicare (il loro) dio. Il triangolo rappresenta alla base la Durata e ai lati Tenebre e Luce.
Sauron, nel Silmarillon, è un angelo caduto di secondo livello, aiutante e servo fedele di Morgoth, il grande Angelo che si era ribellato a Lluvatar e che era stato cacciato ed incatenato dall’Angelo Manwe.
Sauron ha il compito di mantere il potere malvagio sulla terra in nome di Morgoth in attesa della sua liberazione e del suo ritorno. Questo, per chi conosce la libera muratoria più in profondità, è proprio il compito della massoneria, Chiesa del Male, che ha il compito di preparare ll mondo alla venuta del figlio della perdizione.
GANDALF E SARUMAN
Ogni personaggio del Signore degli Anelli racchiude caratteri diversi. Gandalf è sicuramente un angelo, così come Saruman ma, in quanto guide sia degli uomini (Gandalf) che degli elfi (Saruman), rappresentano in qualche modo la funzione che la Chiesa ha nel mondo reale.
In particolare, i due personaggi rappresentano i due modi con cui la Chiesa si è da subito approcciata nei suoi rapporti con il mondo.
Gandalf rappresenta la Chiesa pura, semplice, coraggiosa, tenace, fiduciosa, positiva e speranzosa. Saruman rappresenta la Chiesa disposta al compromesso con il mondo, che ragiona secondo il mondo, che opera secondo il mondo, basandosi esclusivamente sulle proprie forze ed i propri ragionamenti, che arriva addirittura ad interpretare la Sacra Scrittura a proprio piacimento, invece di accettarla nella sua chiarezza e trasparenza:
SdA: “Sono venuto in cerca del tuo aiuto, Saruman il Bianco” disse Gandalf […] “Bianco”, sogghignò Saruman, “Serve come base. Il tessuto bianco può essere tinto. La pagina bianca ricoperta di scrittura e la luce bianca decomposta” “Nel qual caso non sarà più bianca”, rispose Gandalf “E colui che rompe un oggetto per scoprire cos’è, ha abbandonato il sentiero della saggezza” (p. 296)
Saruman è disposto a cercare il compromesso con l’Occhio, nell’assurda convinzione di poterlo così manovrare per il bene degli uomini
SdA: “Abbiamo bisogno di potere, potere per ordinare tutte le cose secondo la nostra volontà, in funzione di quel bene che soltanto i Saggi conoscono” (p. 297)
In questo passaggio si nota infatti la tipica mentalità massonica secondo cui la saggezza risiederebbe in un numero ristretto di “illuminati” destinati a guidare il mondo.
SdA: “Una nuova Potenza emerge. Inutili sarebbero contro di essa i vecchi alleati e l’antico modo di agire. Questa è dunque la scelta che si offre a noi: allearci alla Potenza. Sarebbe una cosa saggia, Gandalf, una via verso la speranza. La vittoria è ormai vicina, e grandi saranno le ricompense per coloro che hanno prestato aiuto. Con l’ingrandirsi della Potenza, anche i suoi amici fidati si ingigantiranno: e i Saggi come noi potrebbero infine riuscire a dirigerne il corso, a controllarlo. Si tratterebbe soltanto di aspettare . di custodire in cuore i nostri pensieri, deplorando forse il male commesso cammin facendo, ma plaudendo alla méta prefissata: Sapienza, Governo, Ordine. […] Non sarebbe necessario, anzi non vi sarebbe un vero cambiamento nelle nostre intenzioni; soltanto nei mezzi da adoperare” (p. 297)
La figura di Saruman ricorda molto la Bestia travestita da Agnello ovvero la massoneria all’interno della Chiesa, divenuta negli ultimi decenni molto potente all’interno delle alte gerarchie ecclesiastiche (Molti Cardinali e Vescovi sono purtroppo massoni) e denunciata anche da Paolo VI nella famosa frase “Il fumo di Satana è entrato nella Chiesa”.
Questo quanto avrebbe detto Maria nella sua apparizione a Don Stefano Gobbi il 17 giugno 1989 in merito all’Apocalisse:
“Figli prediletti, comprendete ora il disegno della vostra Mamma Celeste, la Donna vestita di sole, che combatte, con la sua schiera, nella grande lotta contro tutte le forze del male, per ottenere la sua vittoria, nella perfetta glorificazione della Santissima Trinità.
Con Me combattete, piccoli figli, contro il Drago, che cerca di portare tutta l’umanità contro Dio.
Con Me combattete, piccoli figli, contro la bestia nera, la massoneria, che vuole condurre le anime alla perdizione.
Con Me combattete, piccoli figli, contro la bestia simile a un agnello, la massoneria infiltrata all’interno della vita ecclesiale per distruggere Cristo e la Sua Chiesa.
Per raggiungere questo scopo essa vuole costruire un nuovo idolo, cioè un falso Cristo ed una falsa Chiesa.
La massoneria ecclesiastica riceve ordini e potere dalle varie logge massoniche ed opera per condurre segretamente tutti a fare parte di queste sette segrete. Così sollecita gli ambiziosi con la prospettiva di facili carriere; ricolma di beni gli affamati di denaro; aiuta i suoi membri a primeggiare e ad occupare i posti più importanti, mentre emargina, in maniera subdola, ma decisa, tutti coloro che si rifiutano di partecipare al suo disegno. Infatti la bestia simile a un agnello esercita tutto il potere della prima bestia, in sua presenza, e costringe la terra ed i suoi abitanti ad adorare la prima bestia. Addirittura la massoneria ecclesiastica giunge fino a costruire una statua in onore della bestia e costringe tutti ad adorare questa statua.”
       Messaggio 407 – 17 giugno 1989
Saruman è un infiltrato di Sauron all’interno della coalizione schierata a favore del Bene. E’ la bestia travestita da agnello bianco. Lo scontro tra Gandalf e Saruman, quindi, può essere interpretato come lo scontro tra queste due anime della Chiesa.
La stessa morte di Sauron il grigio può essere interpretata come lo sfacelo della Chiesa come l’abbiamo conosciuta oggi (sfacelo a cui stiamo assistendo in questo tempo) per poter risorgere come nuova Chiesa sotto il trionfo del Cuore Immacolato di Maria (nel Signore degli anelli è Manwe che rimanda Gandalf sulla terra in veste candida e rinnovata) e che è ben rappresentata dalla comparsa di Gandalf il Bianco.
“Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la chiesa. Stavano costruendo una chiesa grande, strana e stravagante…Tutti dovevano esserre ammessiin essa per essere uniti e avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione, una vera comunione di profani, vi sarebbe stato un solo pastore ed un solo gregge.”
“Ebbi di nuovo una visione in cui la chiesa di San Pietro era scalzata dalle sue fondamenta, seguendo un piano messo a punto dalla setta segreta, proprio mentre essa era danneggiata dalle tempeste. Ma io vidi anche il soccorso che arrivava nel momento della più grande afflizione. Vidi di nuovo la Santa Vergine porsi sopra la chiesa e stendere su di essa il suo mantello”                                                                          Caterina Emmerich

GALADRIEL E MARIA
Tolkien ha sempre sostenuto di non sopportare l’allegoria ed ha sempre ripetuto che i suoi personaggi non sono allegorici. Questo è vero nel senso che ogni personaggio del Signore degli Anelli non corrisponde allegoricamente in toto ad un personaggio Biblico o religioso. Tuttavia, i caratteri dei personaggi biblici e religiosi sono stati distribuiti tra i vari personaggi fantastici che, proprio per questo, hanno in se caratteri diversi dei personaggi religiosi.
I caratteri di Maria, ad esempio, si riscontrano in parte nella moglie di Manwe (personaggio del Silmarillon) ed in parte in Galadriel, la Dama Elfica che aiuta la Compagnia dell’Anello nella loro missione, facendo loro dei doni che si riveleranno utili, anzi, indispensabili per la buona riuscita della missione.
Galadriel indubbiamente ricorda la figura di Maria sia nell’aspetto che nell’atto di donare i preziosi oggetti. A Medjugorje, infatti, la Madonna ha indicato i cinque sassi come strumento di conversione personale e anche come strumento per affrontare le prove che ci attendono.
Tra i doni che vengono fatti a Frodo da Galadriel, ad esempio, c’è il pane degli Elfi che da solo, con poche briciole, bastava a dare energia ai due Hobbit. Nelle lettere 210 e 213, Tolkien spiega “Il lembas – il pane di via degli elfi – ricorda l’eucaristia, perché «nutre la volontà» ed è più efficace quando si è digiuni”
ARAGORN ED IL GRANDE MONARCA
E’ incredibile come la figura di Aragorn faccia venire in mente le profezie dei Santi riguardanti la venuta del Grande Monarca.
SdA: “Vuoi dire che Granpasso appartiene alla razza degli antichi Re?”, chiese meravigliato Frodo (p. 257)
PdS (Profezie dei Santi): “Sorgerà un valoroso re consacrato da Dio. Sarà un cattolico e un discendente di Luigi IX, ma anche un discendente di un’antica famiglia imperiale germanica, nato in esilio. Egli regnerà sovrano nelle questioni temporali.”                                         XVII secolo, profezia del Ven. Bartolomeo Holzhauser
SdA: “Perché Aragorn discende in linea diretta da Isildur, il figlio stesso di Elendil” (p. 725)
PdS: “Questo sarà un Re bianco, un nuovo San Luigi, più grande e più santo. Sarà mantenuto santo e salvo, perché la Madre di Dio lo protegge come un proprio figlio. Ella l’ha salvato per essere l’erede di una corona meritata e che gli è stata tolta. E’ un discendente del ramo reciso dei Gigli di Francia dei capitani rappresentante sul trono di Francia.”
XIX-XX secolo, messaggi di Gesù a Maria Giulia Jahenny, Blain in Francia
Da notare che nel libro, tutti i personaggi a cui viene rivelata la vera identità di Granpasso rimangono stupiti per il fatto che era opinione diffusa che la stirpe di Isildur fosse estinta.
Proprio come il Grande Monarca, discendente diretto di Luigi XVI°. Ad oggi, infatti, si crede che Luigi XVII°, figlio di Luigi XVI°, sia morto nelle prigioni della Torre del Tempio di Parigi. Non è così! Ce lo dicono alcune profezie:
PdS: “ il Bambino del Tempio non morirà e il suo seme assicurerà il trionfo della Chiesa come non ci sarà mai stato un simile . ” Padre Nectou XVIII secolo, morto ben prima dello scoppio della Rivoluzione Francese.
Padre Pio, ha visto, in stato di bilocazione, la volontà testamentarie della duchessa di Angoulême sorella del delfino Luigi XVII, detenute in un documento che verrà in futuro ritrovato in vaticano, documento “di un’importanza capitale per la Francia, l’Italia ed il mondo.”  Questo documento sarà la prova della legittimità e dell’ascendenza da Luigi XVII del grande Monarca tanto atteso ? (Va ricordato infatti che nelle profezie si dice che sarà il papa a proporlo al mondo.)

Ma soprattutto, ce lo ha detto Maximin Giraud; il pastore della Salette aveva ricevuto ordine della Santa Vergine di rivelare la sopravvivenza di Louis XVII e della sua discesa al conte di Chambord (che era il secondogenito dell’ultimo Re di Francia Carlo X destituito nel 1830 in favore di  Luigi Filippo I di Orleans sostenuto dalle logge massoniche) . Nell’aprile 1865, lo rivelò dunque a Frohsdorf, grazie alla Marquise di Pignerolles.
”Vidi che il conte di Chambord era commosso e parlò lungamente e con molta bontà al giovane veggente. Quando Maximin lasciò il luogo, tutto commosso, il principe si girò verso me: “Ora ho la certezza che il mio cugino Louis XVII è vivo. Non monterò io dunque sul trono della Francia. Ma Dio vuole che conserviamo il segreto. È Lui solo che si riserva di ristabilire la sovranità.”
Da una profezia del XVIII° secolo si apprende: “”Il clero cattolico e il popolo eleggeranno il Papa vero e legittimo, che sarà un uomo di grande santità e bontà di vita… Un discendente della stirpe carolingia, da tutti considerata estinta, verrà a Roma e osserverà ammirato la pietà e la clemenza di questo Pontefice, il quale lo incoronerà e dichiarerà che egli è il legittimo Imperatore dei romani.
 


LA BATTAGLIA DI MINAS TIRITH
A suffragio della tesi per cui Aragorn richiami la figura del Grande Monarca è la grande battaglia di Minas Tirith, che ricorda la grande battaglia profetizzata dai Santi e che sarà teatro della rivelazione del Grande Monarca
PdS: “Colonia sarà il teatro di una terribile battaglia. Là verranno massacrati molti stranieri: uomini e donne combatteranno per la loro fede. Sarà impossibile impedire questa orribile devastazione. La gente camminerà nel sangue che gli arriverà fino alle caviglie. Finalmente apparirà un re straniero che otterrà una vittoria per la causa dei giusti. I restanti nemici si ritireranno nel «paese della betulla». Là verrà combattuta l’ultima battaglia per la giusta causa.      
XVIII secolo, profezia di Bernhardt Rembordt

L’AIUTO INSPERATO
SdA: “Fu allora, quando le cose si mettevano male per Gondor e la speranza cominciava a vacillare, che un nuovo grido si levò nella Città” (a questo punto arriva Aragorn, il Grande Re tanto atteso) (p. 916)
PdS: “Le cose devono giungere al colmo, e quando la mano dell’uomo non potrà più fare nulla e che tutto sembrerà perduto, allora Iddio vi porrà la sua…”
XIX secolo, profezia del Ven. Padre Bernardo M. Clausi
Pds: “Quando tutto sarà considerato perduto, tutto sarà salvo.”
XVIII secolo, profezia di Padre Nectou
Pds:  “I cattolici buoni e fedeli, essendo meno numerosi, saranno sul punto di essere sterminati, ma un colpo dal Cielo li salverà. […]. Quando tutto sembrerà perduto, tutto verrà salvato.”
XVIII-XIX secolo, profezia di Suor Marianne, Francia
PdS: “”Fintanto che ci sarà la preghiera pubblica, non accadrà niente; ma verrà il tempo in cui la preghiera pubblica cesserà. La gente dirà: le cose resteranno come sono. Sarà allora che accadrà la grande calamità… Queste prove non dureranno per molto tempo, perché nessuno potrebbe sopportarle. Quando tutto sembrerà perduto, tutto verrà salvato. Sarà allora che il Principe regnerà, sarà voluto dal popolo che prima non ne aveva stima”
XVIII-XIX secolo, profezia di Suor Marianne, Francia
PdS: “L’umanità corre veloce verso la sua grande purificazione, verso questo «rinnovamento», Divina che si farà non senza pene, né senza dolori. Sembrerà persino il trionfo completo del male sul bene. Ma quei pochi che rimarranno fedeli alla mia Parola, formeranno un nuovo nucleo, come Abramo, dei veri figli di Dio. La lotta è già incominciata e andrà sempre più incalzandosi, tanto da lasciare nei buoni stessi poca fiducia. Tutto sembrerà perduto. Si griderà forte: Signore, salvaci, periamo! E solo allora gli uomini si ricorderanno che il loro aiuto è nel Signore. «Deus in adiutorium meum intende!»
8 giugno 1968, messaggio di Gesù a Suor N.N, Italia
IL GRANDE MONARCA ED IL PASSAGGIO DA UN’ERA ALL’ALTRA
Secondo le profezie di Santi e veggenti, la manifestazione del Grande Monarca e del Papa Santo corrisponderà con la fine della quinta era della Chiesa e il principio della sesta. Un’era quindi, finisce a beneficio di una nuova, dominata dalla Pace seguita al trionfo del Cuore immacolato di Maria. Anche nel Signore degli Anelli, la manifestazione di Aragorn e la sua incoronazione rappresentano lo spartiacque tra due ere.
SdA: E Gandaf disse ad Aragorn “Questo è il tuo regno, cuore del più grande regno a venire. La Terza era del mondo è finita, e una nuova era è incominciata, ed è tuo compito ordinarne il principio e conservare ciò che va conservato. Perché, se anche è stato salvato molto, tuttavia molto è destinato a scomparire” (p. 1047)
PdS: “…Il quinto periodo della Chiesa, che iniziò attorno al 1520, terminerà con l’arrivo del Papa Santo e del potente Monarca che è chiamato «Aiuto da Dio» perché ripristinerà ogni cosa…”
Profezia del XVII secolo, Ven. Bartolomeo Holzhauser
SdA: “Incomincia la Nuova Era”, disse Gandalf, “ed è possibile che in questa era i regni degli uomini durino più a lungo di te, Amico Fangorn” (p. 1055)
PdS: “Il sesto periodo inizierà con il potente Monarca e il Pontefice Santo… durerà fino alla rivelazione dell’Anticristo. In questo periodo, Dio consolerà la Sua Santa Chiesa per le afflizioni e le grandi tribolazioni che ha patito durante il quinto periodo. Tutte le nazioni diverranno cattoliche. Gli uomini vivranno in pace e questa verrà concessa perché la gente farà pace con Dio. Essi vivranno sotto la protezione del Grande Monarca e dei suoi successori.
Il potente Monarca, che sarà inviato da Dio, estirperà tutte le repubbliche. Sottometterà tutto alla sua autorità e mostrerà grande zelo per la vera Chiesa di Cristo.
L’impero dei maomettani sarà distrutto e questo monarca regnerà in oriente come in occidente[…]Nessuno potrà distorcere la parola di Dio, durante il sesto periodo ci sarà un Concilio ecumenico che sarà il più grande di tutti i concili. […]. Il Concilio definirà il vero senso della Sacra Scrittura e ciò sarà creduto e accettato da tutti.”
XVII secolo, profezia del Ven. Bartolomeo Holzhauser
SdA: Disse Gandalf, “(Nella nuova era) Tutte le terre che vedi, e quelle che li circondano saranno d’ora in poi abitate dagli Uomini. Perché è giunta l’ora del Dominio degli Uomini, e l’Antica Stirpe sta per svanire o partire” (p. 1047)
PdS: “In quel tempo…lo Spirito del Signore si effonderà con abbondanza sui popoli, con la rugiada della sua Grazia: la Scienza, la Saggezza e la Santità, cosicché tutti saranno trasformati in uomini nuovi. I santi Angeli verranno a riunirsi familiarmente a loro…”
XII secolo, profezia di Santa Ildegarda

OSCURAMENTO DEL CIELO CON I TRE GIORNI DI BUIO

SdA: “Delle candele accese illuminavano la stanza, poiché dalle finestre non penetrava che una luce fioca e crepuscolare; l’aria era pesante come se si stesse avvicinando un temporale” (p. 872)
PdS: “...Dio manderà due castighi: uno sarà sotto forma di guerre, rivoluzioni e altri mali; avrà origine sulla terra. L’altro sarà mandato dal Cielo. Verrà sopra la terra l’oscurità immensa che durerà tre giorni e tre notti. Nulla sarà visibile e l’aria sarà nociva e pestilenziale e recherà danno, sebbene non esclusivamente ai nemici della Religione. Durante questi tre giorni la luce artificiale sarà impossibile; arderanno soltanto le candele benedette.” XIX secolo, profezia della Beata Anna Maria Taigi, Siena 
SdA: “Tutto il giorno fu cupo e tetro. Dall’alba senza sole sino alla sera l’ombra continuò ad infittirsi e tutti nella Città si sentivano oppressi. Su di essi un’immensa nube avanzava dalla Terra; sotto di essa l’aria era stagnante e irrespirabile” (p. 873-874)
PdS: “Una nube rossa come il sangue attraverserà il cielo; il rombo del tuono farà tremare la Terra” XIX-XX secolo, messaggio di Gesù a Maria Giulia Jahenny, Blain in Francia
PdS: “Il cielo si ammantò di nera caligine, scoppiando i fulmini più tremendi, dove incenerivano, dove bruciavano; la terra, non meno che il cielo, era sconvolta. “XIX secolo, visione della Beata Elisabetta Canori Mora
SdA: “Il giorno seguente, benchè l’oscurità avesse raggiunto il punto massimo e ormai non si infittisse più, cominciò a pesare più minacciosa sui cuori degli uomini, e una grande paura incombeva su di loro” (p. 884)
PdS: “…Verso la fine, l’oscurità ricoprirà la Terra…” Profezia del XIX secolo, l’Estatica di Tours
PdS: “Si avvicinano giorni di tenebre, ma più grandi delle tenebre sulla terra sono le tenebre dell’anima.”
2 dicembre 1989, messaggio della Madonna a Patricia Talbot, Cuenca, Ecuador
SdA: “Le tenebre erano davvero fitte quando il re giunse a Edoras, benchè fosse appena mezzogiorno” (p.870)
PdS: “Si oscurerà il Cielo… Cadranno le tenebre su tutta la terra. La terra sarà avviluppata in un nero mantello per giorni e per notti!” 3 gennaio 1968, messaggio a Suor N.N, Italia
PdS: “Io verrò sul mondo peccatore con un terribile rombo di tuono, in una fredda notte d’inverno. Un caldissimo vento del Sud precederà questa tempesta e pesanti chicchi di grandine scaveranno la terra. Da una massa di nuvole rosso-fuoco lampi devastatori saetteranno, incendiando e riducendo tutto in cenere. L’aria si riempirà di gas tossici e di esalazioni letali che, a cicloni, sradicheranno le opere dell’audacia e della follia e della volontà di potenza della Città della notte…” XIX-XX secolo, messaggio di Gesù a Maria Giulia Jahenny, Blain in Francia 
E’ curioso come il Signore degli Anelli sia tornato alla ribalta mediatica nel 2001, data di inizio degli sconvolgimenti politici che ci hanno portato fino a qui e come la Beata Caterina Emmerich sia stata portata agli onori degli altari pochi anni fa da Giovanni Paolo II. Che ci siano stati indicati come guide di quello che succederà?
  

domenica 26 aprile 2015

Fatima e i segni dal cielo

«Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre». Così venne riportato dai veggenti di Fatima Lucia dos Santos, Francisco e Jacinta Marto durante le apparizioni. Lucia mise per iscritto soltanto il 31 agosto 1941 la profezia sulla “notte illuminata da una luce sconosciuta”.
[...]
Ella si riferiva all’aurora boreale del 25-26 gennaio 1938. I quotidiani di allora, come “La Stampa” del 26 gennaio, intervistando noti astrofisici, parlarono di evento “eccezionale”, “rarissimo” e “visibile in tutta Europa”.

Aurora boreale in Austria – 17/03/2015
 Proprio la sera del 25 gennaio Hitler ricevette il barone Werner Fritsch, generale e comandante in capo della Reichwehr, assai critico dei guerra hitleriani, e lo fece uscire dal ministero della guerra a causa di uno scandalo. Fu questo un evento preliminare alla guerra (Antonio Spinosa, “Hitler”, Mondadori, Milano, 1991, p. 240-241). Occorre anche ricordare che la sera del 23 agosto 1939 in alcune zone della Germania, fu segnalata un altro fenomeno di luce molto raro e proprio quella notte avvenne il patto von Ribbentrop-Molotov, cioè la spartizione della Polonia e di altre zone di influenza tra Hitler e Stalin. La II guerra mondiale nacque in questo momento.

Aurora boreale in Repubblica Ceca – 17/03/2015 – foto di Lukáš Ronge

Il gerarca nazista Albert Speer nelle sue “Memorie del Terzo Reich” scrive: «Quella notte ci intrattenemmo con Hitler sulla terrazza del Berghof ad ammirare un raro fenomeno celeste: per un’ora circa, un’intensa aurora boreale illuminò di luce rossa il leggendario Untersberg che ci stava di fronte, mentre la volta del cielo era una tavolozza di tutti i colori dell’arcobaleno […]. Lo spettacolo produsse nelle nostre menti una profonda inquietudine. Di colpo, rivolto a uno dei suoi consiglieri militari, Hitler disse: ‘Fa pensare a molto sangue. Questa volta non potremmo fare a meno di usare la forza’”.  Un altro gerarca nazista presente alla scena, Nicolaus von Below, ricorderà di essere stato intimorito da quella luce, e di aver detto a Hitler che forse era il presagio di un’imminente guerra sanguinosa. «Se così dev’essere, allora che sia più veloce possibile» replicò Hitler” (cit. in Timothy W. Ryback, “La biblioteca di Hitler”, Mondadori, Milano, 2008, p. 148-149). Tutto questo suor Lucia, chiusa nel suo convento in Portogallo, non poteva certamente saperlo.

sabato 27 dicembre 2014

UNA STORIA DI DUE PAPI E LE PROFEZIE DI SAN MALACHIA

Questa settimana la Chiesa cattolica celebra il suo secondo natale con due papi. Avrà un significato più profondo di quello che sembra? Sarà forse l’indizio di una rivelazione “in pieno giorno” che il Vaticano sta svelando a “chi ha occhi per vedere e orecchie per sentire”?

La Chiesa Cattolica è l’istituzione cristiana più importante del mondo. Ha attraversato profondi cambiamenti per allinearsi ai “segni” dei tempi che corrono.



La chiave per comprendere il successo dei suoi più di due millenni di esistenza la si trova nel suo stesso nome: la Chiesa è “Apostolica” (si basa sulla vita e le opere dei discepoli di Gesù Cristo); è “Cattolica” (dal greco καθολικός che significa universale; oggi diremmo "globale"); e infine, è “Romana” (geografica, culturale e geopolitica).
Nonostante le centinaia di migliaia di cristiani che furono martirizzati dagli imperatori romani, anzi la Chiesa deve molto a Roma. Non solo situò la sua sede centrale nel cuore della Città Eterna, ma adottò addirittura la sua lingua secolare –il latino- rendendolo una lingua sacra; assorbì gran parte della struttura giuridica e amministrativa romana, e adottò molti dei suoi simboli, concetti e stili.
Quindi, il “Pontefice” –costruttore di ponti- ha la chiave per la salvezza eterna, e la  nascita di Cristo stesso viene festeggiata il 25 dicembre così come Roma celebra Mitra, dio iraniano importato dai Legionari Romani quando tornarono dai lontani confini orientali dell’Impero. Anche la Croce –simbolo del Martirio- era un artefatto creato dai romani.
Indipendentemente dall’opinione e dalla fede di ognuno, la verità è che la Chiesa ha resistito bene nel tempo. Certamente oggi la si vede un po’ stanca, deteriorata e grigia, ma è ancora l’istituzione più antica dell’ Occidente, con duemila anni di continuità, che fissò la sua sede a Roma. In realtà è molto tempo.
Ci sarà una durata massima della vita per le istituzioni collettive da misurarsi in periodi molto lunghi, che noi non riusciamo a comprendere dato che le nostre brevi vite ci obbligano a pensare in tempi molto più corti?

Tempo, tempo e tempo
Le sottili leggi che governano il corso dei millenni sono sicuramente diverse dal nostro concetto moderno, materialista e miope del tempo. Infatti, nell’antichità esistevano tre concetti per affrontare il tempo: “Cronos”, che descriveva un tempo profano e lineare; “Kairos”, che rappresentava i momenti salienti della vita quando Dio o gli dei manifestavano il loro piano divino agli uomini: potremmo chiamarli “tappe cosmiche”; e “Aion”, dal dio romano dei periodi molto estesi di tempo ciclico, da dove deriva il termine moderno “eon”.
La storia della Chiesa sembra dirci che Cronos  risiede dentro Kairos, che sono tappe cariche di significato che ci aiutano nella comprensione del “profetico” (“Il mio” Kairos non è ancora arrivato rispose Gesù a sua madre in merito ai Matrimoni di Cana…). A loro volta, entrambi sono situati all’interno di Aion, il ciclico “tempo delle età” dove cambiamenti sottili, lenti e a lungo termine, sorgono e decadono nella psiche collettiva degli uomini.
Nell’oscura e acuta crisi che il mondo moderno sta vivendo, ci sarà qualcuno così illuminato nella stessa Chiesa che ha compreso questi complessi meccanismi, e gli stà permettendo di manifestarsi come vuole la loro misteriosa natura?
L'anno scorso il papato ha attraversato una svolta –un Kairos- senza precedenti, quando il papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger) abdicò per essere rimpiazzato un mese dopo dall’attuale papa Francesco (Jorge Bergoglio).
Questa svolta insolita nell’ordine successorio e ordinato al trono di San Pietro, in base al quale i nuovi Papi ascendono sempre dopo la morte del predecessore, sarà dovuta solo al fatto che Benedetto si sentiva troppo vecchio, stanco e debole per continuare nello svolgimento delle sue funzioni mondane e spirituali?

Pietro e Paolo: fondatori della Chiesa
San Pietro (Simone Pietro in latino; Petrus, la pietra) morì intorno all’anno 64 d.C. crocifisso dall’imperatore Nerone Augusto Cesare. Fu uno dei dodici discepoli originali ordinati da Gesù Cristo del quale Gesù disse che sarebbe “la Pietra della mia Chiesa” (Matteo 16:18), e che la Chiesa considera come il suo primo Papa.  La tradizione dice che Pietro fu crocifisso dove oggi sorge la Cappella Clementina e che le sue ossa riposano sotto la Basilica di San Pietro.
San Paolo è un caso diverso. Il suo nome ebreo era Saulo; era più giovane di Pietro e non faceva parte dei dodici apostoli diretti da Gesù. In realtà Saulo cominciò a seguire i discepoli di Gesù a Gerusalemme, finché un giorno mentre si dirigeva a Damasco gli apparse il Cristo risorto come una potente luce che lo accecò. Dopo tre giorni recuperò la vista, e “avendo visto la Luce”, si convertì, cambiò il nome in Paolo e cominciò a predicare che Gesù di Nazareth era il Messia ed il Figlio di Dio.
Paolo fu un intellettuale prolifico e brillante, quattordici dei ventisette libri del Nuovo testamento sono per tradizione attribuiti a lui. Le sue Epistole costituiscono la spina dorsale della teologia, la fede e il rito cristiano, non solo per il cattolicesimo ma anche per gli ortodossi ed i protestanti.
Paolo predicò soprattutto ai pagani e spesso era conosciuto come “l’Apostolo dei Gentili”, mentre Pietro rimase attaccato agli ebrei convertiti alla nuova Fede, nonostante le grandi persecuzioni.
Potremmo dire che il leale Pietro è il cuore della Chiesa –la stessa pietra sulla quale fu eretta e continua in piedi ancor’oggi a Roma -; mentre il brillante Paolo fu il “cervello” della Chiesa, forgiando il Dogma che si è mantenuto fino ai nostri giorni (o quasi, dopo il Concilio Vaticano II).
Nel complesso, possiamo dire che Pietro e Paolo fondarono insieme e in modo magistrale la struttura attuale, temporale e spirituale della Chiesa Cattolica Apostolica e Romana. Non c’è da stupirsi allora che il calendario dei santi li celebri entrambi il 29 di giugno, Festa della solennità di San Pietro e San Paolo.
Diamo un’occhiata alla Chiesa dei nostri giorni.
È forse possibile che stiamo oggi presenziando un riflesso contemporaneo di quei due magnifici fondatori della Chiesa Romana –Pietro e Paolo- che vissero insieme, lavorarono insieme e quasi morirono insieme con i due pontefici che anche oggi vivono e lavorano insieme (e probabilmente muoiano insieme) a Roma, Francesco (il “Vero” Papa) e Benedetto XVI (il Papa “emerito” ritirato)?

La lista di San Malachia
Malachia era un santo irlandese del XI secolo, arcivescovo di Armagh, e primo figlio di Irlanda ad essere canonizzato. Ad oggi, però, Malachia è ricordato maggiormente per la visione apocalittica che ebbe mentre viaggiava verso Roma e che si affrettò ad annotare, nella quale “vide” i 112 papi che avrebbero regnato dopo il suo tempo e fino al Giorno del Giudizio e alla seconda venuta di Gesù Cristo.
Quella famosa “Lista di Malachia” venne dimenticata per quattro secoli, fino a che il monaco benedettino Arnold de Wyon la scoprì e la pubblicò nell’ anno 1590, chiamandola “Profezia della fine dei tempi”. Molti ricercatori, tuttavia, la considerano un falso del XVI secolo.
Potrebbe essere così …  Ma c’è qualcosa di molto strano nel modo in cui le 112 frasi oscure in latino che Malachia assegnò ad ognuno  dei 112 papi a cominciare da papa Clemente II, si sono poi rivelate plausibili –sia in maniera sottile che portentosa- nei successivi vescovi che sono ascesi al trono di San Pietro lungo i secoli.
Se si trattò di un falso, è stato certamente ordito in modo molto ispirato! O come dicono gli italiani, se non è vero è ben Trovato.
A questo si aggiunge un altro fattore insolito: il tempo. Dal tempo in cui Malachia scrisse la sua Lista visionaria, abbiamo visto alcuni Papi regnare per lunghi anni come Pio IX e Giovanni Paolo II (rispettivamente, 31 e 26 anni), mentre altri regnarono per periodi tristemente brevi, come i 33 giorni di Giovanni Paolo I.
Di fronte a tali enormi variazioni nella durata dei papi successivi, l'intera lista di Malachia avrebbe potuto sviarsi per secoli interi, finendo troppo presto (secoli fa), o essere trascorsa troppo lentamente (avendo ancora secoli davanti a sé); ma tuttavia ...
Qui siamo nell'anno del Signore 2014, e stiamo presenziando l’ultimo papa sul trono di San Pietro della lista di Malachia, un uomo che ha appena compiuto 78 anni, del quale non dovremmo aspettarci che viva molte decadi ...
Quindi non dovremmo prendere troppo alla leggera il messaggio del vecchio San Malachia, nonostante la sua insolita lista sia stata deformata e banalizzata da coloro che si attribuiscono al "New Age" o "Zeitgeist". Dopo tutto, non dimentichiamo che nella sua Irlanda nativa, Malachia era arcivescovo del villaggio di Armagh, che ha chiari echi di Armageddon ... Spesso, Dio scrive verità diritte con righe storte...

Dove andremmo a finire da qui?
Potrebbe forse essersi attivato qualche sottile fattore psicologico/collettivo riguardo a ciò? Quello che molti oggi sentono come la vicinanza dell’ "apocalittica fine dei tempi " sarà forse il riflesso di qualche archetipo collettivo finora dormiente? Forse quello di cui parlava e indagava così profondamente lo psicoanalista svizzero Carl G. Jung nel secolo scorso?
Tuttavia, in tutto questo potrebbe anche esserci una forte componente di profezia auto-compiuta.
Nel 1935, il drammaturgo inglese T.S. Eliot scrisse una commedia intitolata "Assassinio nella cattedrale", che racconta l'omicidio nella sua cattedrale di Canterbury dell'arcivescovo Thomas Becket da due suoi cavalieri al servizio del re Enrico II Plantageneto d'Inghilterra.
Re e l'arcivescovo erano in disputa da una lotta politica su chi avrebbe avuto l'ultima parola negli affari interni: se il re a Londra o il Papa da Roma.
In una magnifica scena, vedendo avvicinarsi cavalieri di Re Enrico, monaci fedeli a Becket cercano di bloccare le porte della cattedrale per proteggere l'arcivescovo. Becket, però, dà l'ordine che le porte rimangano aperte, per attrarre a sé il martirio; in una vera e propria "Imitazione del Cristo", nel senso che la profezia "deve sempre compiersi", ciò che poi permise la santificazione di Becket.
Quando antiche profezie diventano sacre e attecchiscono in profondità nella psiche collettiva, tendono a generare un forte impulso inconscio tra i popoli nel viverle nel tempo e nello spazio; quasi come se si trattasse di un gioco o di un'opera lirica.
Questo fascino  collettivo non diminuisce per il solo fatto che sappiamo esattamente come si concluderà il dramma, che si tratti dell’assassinato nella cattedrale, Amleto, Macbeth, Faust, l’Anello del Nibelungo di Wagner, o ... . La Lista di Malachia.

Il Segreto dei segreti
Si starà forse realizzando, consciamente o inconsciamente, la materializzazione di queste profezie dai corridoi più profondi e occulti del Vaticano, che nascondono tanti segreti e misteri ?
Andiamo a vedere gli ultimi quattro Papi della Lista di Malachia:
- Giovanni Paolo I (109° nella lista): Malachia lo denominò "Della mezza luna". Il povero Albino Luciani fu Incoronato in una notte di mezzaluna nel 1978 e trovato morto 33 giorni dopo nella successiva mezza luna ...
- Giovanni Paolo II (110 nella lista) è stato descritto come "Dal lavoro del sole" (che alcuni interpretano come l'eclissi - lavoro - solare): Karol Wojtyla è nato durante un'eclissi solare e i suoi funerali solenni si sono svolti durante un'altra eclissi 84 anni dopo ...
- Joseph Ratzinger (111 nella lista) è chiamato "Gloria dell'Ulivo". Il nome scelto da Ratzinger onora San Benedetto da Norcia, fondatore dell'ordine dei Benedettini da cui discende il ramo degli Oliventini ...
Ma poi ci fu l'inaspettato avvenimento dello scorso anno: Benedetto XVI abdicò, generando grande attesa per il prossimo, e apparentemente ultimo papa. Quindi la lista di Malachia termina con il 112° Papa ed invece di assegnargli una breve descrizione, scrisse il seguente messaggio tremendo: "Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa regnerà Pietro il Romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni , dopo di che, la città dei sette colli (Roma?, Gerusalemme?) sarà distrutta e il terribile giudice giudicherà il suo popolo. Fine "..
Il 112° Papa sarebbe stato l’argentino Jorge Mario Bergoglio, che fortunatamente non scelse come nome da papa quello di Pietro. Infatti, dal primo Pietro, nessun papa ha mai scelto il nome di Pietro, tabù che però non venne applicato a Paolo (c'erano stati sei papi con quel nome).
Se San Paolo è stato il "cervello" della Chiesa, possiamo vedere in Benedetto XVI la sua controparte moderna? Un brillante intellettuale, freddo, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, uomo lontano dalle questioni mondane?
E se Pietro fu la "roccia", solida, emotiva e semplice su cui Gesù ha costruito la sua Chiesa, sarà forse Francesco – che conquistò  velocemente i cuori dei cattolici e dei non cattolici, con il suo stile caldo, semplice, e poco sofisticato - la sua controparte moderna?
È da almeno sei secoli che la Chiesa non aveva due papi viventi insieme. Anche se Paolo non era Papa, riunire oggi "Pietro e Paolo" nuovamente per "unire le forze" - per così dire - non sembra una cattiva idea in questi tempi di sfida per la Chiesa e il suo gregge.
Senza dubbio tutto viene caricato da presagi. Soprattutto quando vediamo che tutte le persone sono attaccate dalla stesso potere compatto ed oscuro di un'elite che ha il dominio sul mondo.
Poiché questi sono tempi di "guerre e di rumori di guerre" promosse da élite radicate negli Stati Uniti, il Regno Unito, l'Unione europea e Israele (che sono stati chiamati i "quattro cavalieri dell'Apocalisse"): l'Ucraina e la Siria; Corea, Africa e Iraq; Afghanistan, Egitto e Mali; Somalia, India, Pakistan, Libia, Crimea e Sudan; Cecenia e l'Iran; debiti parassitari imposti dall'Internazionale d'oro e la crescente minaccia della bomba atomica ...
La Chiesa starà prendendo sul serio San Malachia più di quanto vorrebbe ammettere? Ha forse considerato che oggi risulta particolarmente prudente “prepararsi al peggio mentre si prega affinché avvenga il meglio”?
Se si scoprisse essere vero che la Chiesa stessa si sta preparando al peggio, con tutta la sua saggezza, le informazioni, la profezia, le verità segrete, le schiaccianti evidenze nascoste e prove vergognose oggi nascoste nelle più profonde sale del Vaticano, allora forse tutti noi faremmo bene a seguire il suo esempio.
Le tragedie politiche possono accadere perché racconti vitali sono stati soppressi; le informazioni chiave vengono nascoste, e l'ovvio non è conosciuto.
Miliardi di uomini e donne in tutto il mondo sperimenterebbero un cambiamento collettivo di consapevolezza se queste verità fondamentali fossero state rivelate al mondo; se i veri colpevoli venissero smascherati; se perversi attaccabrighe venissero giustamente puniti, e se i leali cercatori della Verità venissero ascoltati e rispettati.
Oggi, più che mai, il mondo ha bisogno di un messaggio vitale.
Forse è giunto il momento che la Città Eterna parli con urgenza e chiarezza... Perchè se la verità non deve venire da Roma, ispirata dallo spirito di Pietro e Paolo e dalla volontà divina, allora da dove dovrebbe venire quella verità che oggi la gente necessita e rimpiange?
Il mondo attende con il fiato sospeso ...

Buon Natale e Pace agli uomini di buona volontà ...

Adrian Salbuchi è un analista politico, autore, conduttore della trasmissione televisiva "Seconda Repubblica" dal TLV1 Canale Argentina. Progetto Fondatore Seconda Repubblica (PSR) - www.proyectosegundarepublica.com
Fonte: http://actualidad.rt.com/
Link: http://actualidad.rt.com/opinion/salbuchi/161120-salbuchi-historia-dos-papas
Traduzione a cura di www.comedonchisciotte.org
22.12.2014